Malattie genetiche

Alessandro Maria sta meglio: è stato dimesso

Di Sveva Galassi
bimbo.600
25 gennaio 2019
Alessandro Maria, affetto da una rara malattia genetica, è stato sottoposto presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma a un trapianto di midollo osseo da genitore che gli dà speranze di guarigione. Parla il papà Paolo, che aveva lanciato prima dell'operazione del figlio un appello che aveva spinto migliaia di volontari ad affollare ospedali e centri Admo (Associazione donatori di midollo osseo) per iscriversi al registro dei donatori.

Alessandro Maria Montresor, il bimbo di 22 mesi affetto da una rara malattia genetica, la linfoistiocitosi emofagocitica (Hlh), è stato sottoposto uk 20 dicembre scorso presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma a un trapianto di midollo osseo che gli dà speranze di guarigione totale.

 

Il bimbo è stato dimesso il 24 gennaio 2019. In particolare, i medici hanno eseguito il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore, tecnica messa a punto dall'équipe del professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia e medicina trasfusionale del Bambino Gesù.

 

Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bimbo, a distanza di un mese "hanno perfettamente attecchito, ripopolando adeguatamente il sistema emopoietico e immunitario del paziente". Anche il farmaco salva-vita che stava assumendo per tenere sotto controlla la malattia è stato sospeso la scorsa settimana.

 

 

 

Il padre, Paolo, alla conferenza stampa presso l’ospedale, ha dichiarato: «Soffro di insonnia e dormo tre ore per notte. Diciamo che in questo periodo ho soltanto esasperato alcune abitudini. La nostra vita non è più stata la stessa dal 28 agosto, quando Alex era ricoverato a Londra nel picco della malattia, con la febbre a 40. I medici si consultavano tra ospedali, ma ci sembrava di essere nel buio totale, il bambino stava malissimo, aveva infiammazioni alla milza e al fegato, valori ematici completamente sballati e non c’era neanche la possibilità di dargli farmaci per fare abbassare la febbre. È stato aiutato a respirare e gli mettevano sacchetti di ghiaccio sotto le ascelle per abbassare la temperatura. Era più di là che di qua».

 

Come riporta l'intervista fatta da Repubblica.it, il papà afferma di aver fatto quel che ogni genitore farebbe. «Alex fino al giorno prima era un bambino sanissimo e poi lo scorso 20 agosto c'è stata questa esplosione del suo sistema immunitario, che lo ha ridotto in fin di vita».

 

Per Paolo e per la moglie all’inizio tenere a bada la disperazione è stato difficile, per fortuna si sono poi confrontati con molti medici, hanno chiesto consulti in Germania e in altri centri in Italia e soprattutto hanno avuto il sostegno di una rete di esperti, amici e familiari.

 

 

 

 

La solidarietà della gente

 

Tempo fa, sui social i genitori di Alessandro, in cerca di un donatore di midollo per il figlio, avevano invitato a non abbandonare la gara di solidarietà che aveva spinto migliaia di volontari ad affollare ospedali e centri Admo (Associazione donatori di midollo osseo) per effettuare la propria caratterizzazione immunologica e iscriversi al registro dei donatori.

 

«Hanno fatto 2mila donazioni a Caserta, 4mila a Napoli, sarebbero potute essere ancora molte di più. Questo testimonia il fatto che le persone hanno un cuore gigante e sono pronte a donare», afferma Paolo Montresor.

 

Lunga fila a piazza del Plebiscito per donare il midollo
Napoli, 27 ottobre 2018. Grande risposta di solidarietà dei napoletani all'appello dei genitori del piccolo Alex, Alessandro Maria Montresor, il bimbo che aveva urgente bisogno di un trapianto di midollo a causa di una rara malattia genetica. Dopo appena tre ore, infatti, erano stati già utilizzati 700 tamponi su una fornitura complessiva di 1150.

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA: