Neuroscienze

Come funziona il cervello di un bambino?

Di Tancredi Militano, biologo esperto in Neuroscienze ed Etologia Umana
cervellobambino
16 Maggio 2019
Quali sono le differenze tra il cervello di un bambino e quello di un adulto? Come si sviluppa in base all'età? E' la tematica di partenza di "Genitori Doc", corso per genitori basato sulle Neuroscienze, sull'Etologia e sulla Psicologia che insegna come crescere figli sereni. Il corso, attivo da settembre 2019 a Milano, è sviluppato e promosso da Tancredi Militano, biologo, e da Monica Scirica, psicologa e psicoterapeuta.
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Conoscere alcune nozioni basilari sul funzionamento e sviluppo del cervello del bambino può rivelarsi uno strumento utile ed efficace per genitori attenti all’educazione dei figli. In particolare, è fondamentale sottolineare le diversità tra il cervello del bambino e quelle dell’adulto.


La principale differenza consiste nel numero di neuroni presenti alla nascita e nel numero di connessioni che questi sviluppano tra loro nel corso della crescita. 
Nel cervello dell’adulto, i neuroni avranno sviluppato trilioni di connessioni tra loro chiamate “sinapsi”. Per avere un’idea dell’incredibile capacità di interconnessione cerebrale, basta considerare che queste possono crearsi in soli due secondi e che alcuni neuroni possono arrivare a collegarsi con altri milioni di neuroni vicini. Ogni cosa che diciamo a nostro figlio gli rimarrà impressa sotto forma di connessioni e sarà alla base del suo apprendimento.

 

La "neurogenesi" si completa attorno al terzo anno di età

Un neonato possiede già quasi la totalità dei neuroni ma è solo intorno al terzo anno di età che il cervello completa la “neurogenesi” e raggiunge il maggior sviluppo in termini di numero di neuroni: 100 miliardi di cellule che un giorno formeranno, nell'adulto, la spaventosa cifra di 150 mila miliardi di collegamenti tra di loro. Da allora, nel cervello moriranno ogni giorno 85.000 neuroni che non verranno mai più rimpiazzati da quelli nuovi. La neurogenesi si arresta al terzo anno di età ma, visto il numero iniziale elevatissimo e considerando che ciò che importa sono i collegamenti tra i neuroni stessi e non il loro numero totale, questa ecatombe di neuroni non comprometterà alcuna funzione nell'adulto.

 

L’altra importante differenza riguarda la maturazione delle “aree cerebrali”.

 

I primi mesi di vita

Nei primi mesi di vita sono “attive” soltanto alcune aree specifiche deputate a compiere comportamenti in modalità automatica, non cosciente. Queste permettono al bambino di mettere in atto comportamenti specifici utili per la propria sopravvivenza, per esempio:

Le altre aree (la maggior parte) sono ancora immature e sono deputate a “registrare” e memorizzare tutte le informazioni provenienti dal mondo esterno (genitori, educatori e ambiente).

 

Intorno all'anno e mezzo

Intorno all'anno e mezzo di età, in concomitanza con lo sviluppo del linguaggio, compare una nuova funzione: la sperimentazione delle proprie armi da adulto. In questa fase, il bambino guidato dal DNA compie delle prove tecniche che si esprimono sotto forma di comportamenti dominanti. Il bambino prova ad imporsi, a compiere azioni dimostrative di forza, di prevaricazione e di possesso, per simulare il comportamento che potrebbe essere necessario avere, in un futuro, una volta adulto.

 

Se questa fase si completa in maniera armonica e non viene bloccata, il bambino potrà essere un adulto sicuro di sé, determinato, caparbio, forte, deciso, capace di dominare le sensazioni negative, di gestire le emozioni, le paure e l'istinto, di essere corretto e sensibile, in grado di resistere alle sfide della vita. Sarà capace di inibire i comportamenti disfunzionali o controproducenti e di mantenere l'equilibrio emotivo.

 

Nei primi tre anni di vita

Nei primi tre anni non è attiva l'”area-filtro” in grado di compiere un'analisi critica su ciò che proviene dall'esterno, quindi da ciò che viene detto e insegnato al bambino. Il cervello “prende tutto per buono” e memorizza tutte le informazioni in aree (inaccessibili alla coscienza) strettamente correlate con il sistema limbico. Si generano così circuiti elettrochimici costituiti da neuroni dopaminergici che, come vedremo più avanti, guideranno e influenzeranno enormemente i comportamenti dell'adulto. L'assenza di capacità critica su ciò che viene trasmesso unita alla costruzione di circuiti dopaminergici in aree inaccessibili alla coscienza costituiranno due dei motivi che porteranno all'inevitabile autocastrazione della parte istintuale. Questo meccanismo porterà alla nascita dei sensi di colpa, alle necessità autodistruttive di una parte dell'io, alla rabbia alla paura, alle insicurezze nonché ai comportamenti disfunzionali dell'adulto come la violenza sulle donne fino alle malattie psicosomatiche!

 

Tra i tre e i quattro anni

Tra i tre e i quattro anni, il DNA inizia ad aggiungere una nuova funzione alle tre già analizzate:

 

  • il cervello comincia ad essere in grado di analizzare e comprendere le conseguenze che le proprie azioni determinano nel genitore.

Questa capacità di rappresentare la mente dell’altro necessita di tempi piuttosto lunghi per maturare e per essere messa a punto così da funzionare correttamente. Da qui l’importanza di comprendere che una forzatura da parte dei genitori può avere conseguenze catastrofiche per lo sviluppo sano del bambino poiché induce il meccanismo psicologico dell’inversione di ruolo! In pratica, se il genitore chiede al bambino di comprendere le proprie emozioni e le proprie sofferenze prima che il bambino completi lo sviluppo di tale capacità, il bambino registrerà una sensazione di impotenza che si porterà dietro per tutta la vita e metterà in atto meccanismi automatici di difesa.

 

Il sistema limbico, attraverso l'attivazione di circuiti dopaminergici, inibirà i normali comportamenti istintuali castrandoli e bloccherà la maturazione di aree importantissime per lo sviluppo dell'io.

 

Il cervello del bambino dalla nascita fino ai sei anni di età

Per sintetizzare si può dire che dalla nascita fino ai sei anni di età si realizza progressivamente la maturazione delle aree cerebrali deputate a funzioni distinte tra loro.

 

Inizialmente saranno attive solo le aree preposte alla produzione di comportamenti utili alla sopravvivenza in modo autonomo e guidato unicamente dalle “istruzioni” nel DNA. Dapprima il bambino è in grado di registrare tutto ciò che gli viene proposto dai genitori attraverso il linguaggio verbale ma anche - e soprattutto - attraverso il linguaggio non verbale (gesti, espressioni facciali, tono della voce, movimenti, emozioni).

Progressivamente inizia a mettere in atto comportamenti dominanti in cui il bambino prova ad imporsi fino a sviluppare capacità più sofisticate che gli permettono di comprendere le emozioni altrui e di prevedere il comportamento dell’altro.

Non si può prescindere da queste conoscenze e ricerche sul cervello fondamentali se si vuole garantire uno sviluppo cerebrale armonico e se si vuole educare i figli evitando “errori” all’origine di disagi e sofferenze nell’età adulta.

 

Il corso Genitori Doc

Il corso è basato sui principi delle Neuroscienze, dell'Etologia e della Psicologia. Si parlerà di: 

  • come funziona il cervello,
  • capire come pensa e cosa prova un bambino e perché si comporta in un determinato modo,
  • si imparerà a comunicare con lui nel modo migliore e a riconoscere e risolvere le situazioni problematiche,
  • a sostenere e valorizzare le competenze dei genitori.

 

Inizio lezioni: settembre 2019 – seguirà data precisa
Durata del corso: 3 mesi
Frequenza: una volta alla settimana (a scelta tra un giorno infrasettimanale da definire, dalle 18.00 alle 20.30 oppure domenica mattina dalle 9.30 alle 12.00)
Classi: da 30 persone massimo
Dove: Centro Copernico di via Copernico, 38 – Milano
Costi: 50 € ad incontro. Qualora partecipino entrambi i genitori, 40 € a testa ad incontro
Iscrizioni: aperte fino al 31 luglio: info@leneuroscienze.it

Sull'autore Tancredi Militano
Laureato in Scienze Biologiche presso l’Università di Pavia con una tesi sperimentale in collaborazione con l’Università di Ginevra, esperto di Neuroscienze ed Etologia Umana, già professore a contratto presso la suddetta Università, lavora come libero professionista, insegnando quali sono i meccanismi di funzionamento del cervello, come interagiscono tra di loro le varie aree cerebrali e quali sono gli stimoli situazionali e sensoriali che il cervello deve assolutamente ricevere per raggiungere e mantenere l’equilibrio e non generare stati di ansia, di panico o malattie vere e proprie. É inoltre relatore in conferenze sulle Neuroscienze e sull’Etologia Umana, per le quali ha ottenuto patrocini dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, è autore di Audiolibri nei quali è possibile viaggiare alla scoperta del funzionamento segreto del cervello, per conoscerne e risolvere gli inevitabili “errori di programmazione” prodotti durante l’infanzia, attraverso espedienti utili a far funzionare il cervello nel modo migliore, per non incorrere in problemi emozionale o per favorire il buon funzionamento della parte animale-istintuale-irrazionale così tanto correlata con la salute e il benessere.
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