Salute in gravidanza

Chemioterapia e radioterapia in gravidanza: non sempre danneggiano i bimbi

Di Nostrofiglio Redazione
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1 ottobre 2014
Dopo il 3° mese di gravidanza la chemioterapia non sempre danneggia il nascituro. E la radioterapia andrebbe fatta invece nei primi stati della gravidanza. A confortare le future madri colpite da tumore arrivano due ricerche presentate al congresso Esmo di Madrid, terminato ieri.

Le terapie antitumorali in gravidanza non danneggiano il bambino nell'utero come si credeva in precedenza.

 

Se prima se pensava infatti che gravidanza e tumore fossero due eventi tra loro inconciliabili, a confortare le future mamme malate sono arrivati due studi presentati a Madrid, nel congresso della Società Europea di Oncologia medica (Esmo), tenuta dal 26 settembre fino a ieri.

 

Non è sempre necessario dove scegliere tra rinunciare al bimbo e fare la cura o dover far nascere il bambino e non curarsi, rischiando la propria vita.

 

Italia sono circa 600 l'anno le donne che ricevono una diagnosi di tumore in gravidanza. Una donna incinta ogni 1000.

 

''Il messaggio principale per le donne è che la scelta non è inevitabile e in molti casi ci sono altre opzioni da tenere in considerazione'', spiega Frederic Amant, docente del Policlinico belga di Lovanio. ''Abbiamo visto ad esempio - prosegue - che per i tumori del seno e del sangue, i più comuni in questa fascia di età, almeno alcuni farmaci non danneggiano i bambini se somministrati dopo il primo trimestre di gravidanza. Fanno eccezione la leucemia acuta, che va trattata già nel primo trimestre, e i tumori della cervice uterina, troppo 'vicini' al bambino''.

 

I casi di donne che hanno un tumore in gravidanza sono tra 2.000 e 5.000 in Europa. E in circa il 3% dei casi la gravidanza inizia quando la donna sa già di avere il tumore o si sta già curando. Come osserva Frederic Amant: ''Questo dimostra che è vitale che medici e pazienti discutano della necessità di una contraccezione efficace dopo la diagnosi. Anche se ora sappiamo che è possibile trattare le donne durante la gravidanza se necessario, sarebbe sempre meglio evitare la situazione''.

 

 

Radioterapia? Meglio iniziarla il prima possibile

 

Come sostiene sempre Amant, vale il discorso opposto per la radioterapia.

 

In questo caso è meglio intervenire prima possibile perché il bambino è ancora molto piccolo ed è quindi più difficile che venga colpito dalle radiazioni.

 

Già dal terzo trimestre la posizione della testa, molto in alto, rende difficile trattare alcune forme di tumore, come quello del seno.

 

Per Fedro Alessandro Peccatori, direttore dell'unità di Fertilità' e procreazione dello Ieo di Milano, ''la gravidanza, specie se avanzata, tradizionalmente è considerata una controindicazione alla radioterapia. Le nuove tecniche possono cambiare questo scenario, ma bisogna sempre avere cautela nel somministrare le radiazioni alle donne incinte, specie nel terzo trimestre".

 

Fonte: Cancer During Pregnancy: Chemotherapy and Radiotherapy are Safe for Babies, Studies Show

 

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