Figlio unico

Cina, addio alla politica del figlio unico. Le coppie potranno avere due figli

Di Chiara Lupi
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29 Ottobre 2015 | Aggiornato il 28 Dicembre 2015
Il plenum del partito comunista ha stabilito che le coppie sposate potranno avere due figli, abolendo dopo quasi 40 anni la politica del figlio unico. I motivi: arrestare la denatalità  spingere l'economia
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Dopo quasi 40 anni e 400 milioni di nascite impedite con aborti e sterilizzazioni forzate,

la Cina ha abolito la politica del figlio unico. Dal primo gennaio 2016 tutte le coppie potranno avere due figli. Lo ha annunciato il Partito comunista cinese che ha ufficialmente abolito la norma.

 

"E' necessario far fronte all'invecchiamento della popolazione e favorire uno sviluppo equilibrato migliorando la strategia demografica," scrivono nel documento approvato.

Insomma, non è un ripensamento per la violazione dei diritti umani però, ma una scelta dettata dalla necessità di sostenere l'economia.

 

La politica del figlio unico era stata introdotta nel 1979 dal governo per controllare le nascite e contrastare l’incremento demografico del paese. Dalla norma erano esclusi gli abitanti delle zone rurali e le minoranze etniche.

 

Le coppie che violavano la legge del figlio unico andavano incontro a una serie di punizioni tra cui multe e la perdita del lavoro. Questa pianificazione familiare di stato ha però causato un invecchiamento molto rapido della popolazione cinese: si prevede che intorno alla metà di questo secolo nella nazione più popolosa del mondo un cittadino su tre potrebbe avere più di sessant’anni.

 

La politica del figlio unico era stata già rivista nel 2013, quando il partito aveva previsto per alcuni tipi di famiglie, cioè quelle con una sola figlia femmina e uno dei due genitori fosse un figlio unico, la possibilità di avere un secondo figlio. Le richieste però sono state poche.

 

L’annuncio sulla fine della politica del figlio unico è stata fatta durante il Plenum, l’assemblea del Comitato centrale del Partito comunista che decide le politiche economiche e il piano strutturale del paese tra il 2016 e il 2020.