La teoria gender nelle scuole

Circolare del ministro Giannini: nessuna teoria gender nelle scuole italiane

stefania-giannini
17 Settembre 2015
Il ministro dell'istruzione Giannini ha inviato una circolare a tutte le scuole per chiarire che con la riforma della Buona Scuola non si introduce nessuna "teoria gender". “Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi delle pari opportunità, promuovendo l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni" ha spiegato il ministro.
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La riforma della Buona Scuola non introduce la cosiddetta 'teoria del gender' nelle aule italiane. A ribadirlo ieri a Radio24 è stata la ministra dell'Istruzione Giannini che già l'aveva chiarito in una nota inviata alle scuole lo scorso luglio. Con una nuova circolare, inoltrata ieri alle scuole, il Miur si prefigge di fare luce, una volta per tutte, sulla scorretta interpretazione del comma 16 della legge 107 che ha scatenato tante polemiche.

 

“Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi delle pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado, l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93”.

 

Secondo alcune forze politiche e associazioni cattoliche, questo comma darebbe il via libera alla diffusione nelle scuole della 'teoria del gender' che ipotizzerebbe l'inesistenza delle differenze biologiche a parte quelle strutturali tra i sessi.

 

Ma tale presunta teoria non esiste (e nulla ha a che fare con i 'gender studies') e, in ogni caso, il comma 'incriminato', come ha spiegato il ministro Giannini “va in direzione opposta all'annullamento della distinzione tra uomo e donna, che è in natura e cultura.

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Fa riferimento a principi di sensibilizzazione nei ragazzi alla prevenzione alla violenza di genere e ai reati e attacchi dettati dall'omofobia”.

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Per questo, la ministra ha anche aggiunto che il ministero si tutelerà per vie legali contro chi dovesse continuare a sostenere questa “truffa culturale”.

 

Sulla questione è intervenuto anche il sottosegretario Faraone con un post su Facebook: “Gender? Strane pratiche? Paure? Sono parole che hanno a che fare con tempi bui e concezioni medievali.

Le nostre parole sono tolleranza, rispetto, diritti, inclusione delle diversità, conoscenza, consapevolezza, autodeterminazione”.

Al fine di fugare ogni dubbio sul 'pericolo gender', il deputato del Pd Edoardo Patriarca della Commissione Affari Sociali ha richiamato l'attenzione sulla possibilità di avviare una campagna di informazione in tutti gli istituti.

“Le parole gender e genere non possono essere confuse” - ha dichiarato. 

 

Non si è fatta attendere la risposta dei sostenitori della presunta 'teoria del gender'

“Per restare liberi di educare i nostri figli quest'anno ogni scuola sarà una trincea”, ha affermato Filippo Savarese, portavoce dell'associazione pro-family La Manif Pour Tous Italia, tra le organizzatrici del Family Day del 20 giugno.

Sulla stessa scia, il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ha definito le dichiarazioni del ministro Giannini “di una gravità inaudita” poiché “invece di rassicurare le famiglie, minaccia denunce a chi esprime legittime paure e perplessità”.

 

Dello stesso parere anche i deputati Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, del gruppo Per l'Italia-Centro Democratico: “Sbaglia il ministro Giannini a rispondere alle preoccupazioni di milioni di famiglie agitando lo spettro di azioni legali contro chi parla della penetrazione dell'ideologia gender nelle scuole”.

 

Per i due esponenti del gruppo, le parole del ministro non sono rassicuranti e i dubbi restano, quindi continueranno a vigilare sulle scuole.

“Purtroppo l'ideologia gender non è una favola e porta avanti la sua azione distruttiva in tutto il mondo” - hanno affermato in una nota. 

 

Positiva la reazione del presidente dell'Associazione italiana genitori (Age), Fabrizio Azzolini che ha sottolineato l'importanza della circolare del Miur. “Nella scuola non hanno diritto di cittadinanza né l'ideologia del gender, né nessuna altra forma di ideologia”. Tra le associazioni, soddisfatti della presa di posizione del ministro dell'Istruzione, anche Arcigay e Gay Center.