Le domande sull'attualità

Come spiegare un terremoto (e conseguenti tragedie) a un bambino?

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24 Agosto 2016 | Aggiornato il 15 Gennaio 2019
Ieri sera la terra in Italia si è mossa ancora. L’epicentro vicino a Ravenna. La paura è stata tanta, ma i danni, secondo le prime stime, lievi. Non è la prima volta che il nostro Paese viene scosso da un terremoto. E non sarà neanche l'ultima. Come spiegare a un bambino che cosa sta succedendo? Come rispondere alle sue domande?
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"Mamma che cosa è successo? Perché quella donna piange?" Ogni volta che succede una catastrofe di questo tipo è impossibile tenere i nostri figli totalmente all'oscuro.

Ma allora come comportarsi? Cambiare canale o provare a spiegare quel che succede?

“In catastrofi come questa la risonanza è talmente vasta che è molto difficile riuscire ad occultare la notizia” risponde Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta a Venezia. “Quel che possiamo fare però è ‘tradurla’ ai nostri bambini per renderla più accettabile, veicolando al tempo stesso due concetti importanti di educazione civica, che diano un insegnamento positivo e non li facciano sentire né impotenti né inutili.

Il controllo dell’evento. La paura più grande che i bambini possono avere (e che purtroppo in questo caso anche noi adulti abbiamo) è l’impotenza, il fatto di non sapere cosa fare e come proteggerci. Ai bambini possiamo trasmettere il messaggio che ogni tanto la terra ‘si arrabbia’, ma proprio per questo bisogna che la trattiamo meglio, con tante piccole azioni che la proteggano, come fare la raccolta differenziata, non gettare rifiuti per terra o in mare, non sprecare l’acqua. E adesso che è successo questo disastro, ci sono persone intelligenti che sanno come affrontare la situazione e aiutare le persone colpite dal terremoto.

La solidarietà. La seconda lezione che possiamo dare ai bambini è che questa popolazione va aiutata: c’è gente che ha perso le cose alle quale era più affezionata, bambini che hanno perso i loro giochi preferiti, e allora perché non rinunciamo a qualche giocattolo o a qualche soldino che abbiamo messo da parte per mandarlo ai bambini che ne hanno più bisogno? O ancora, portiamoli in chiesa a dire una preghierina, proponiamo loro una piccola ‘penitenza’, evitando ad esempio di fare capricci inutili: in questo modo i nostri figli sentono che anche loro stanno facendo qualcosa per aiutare chi è più sfortunato di loro.

Se ci chiedono: può capitare anche da noi?"Inutile asserire che da noi un evento del genere non succederà mai: meglio veicolare un messaggio realistico e rassicurante al tempo stesso, che cioè mamma e papà hanno costruito una casa solida, in un posto sicuro, insomma hanno fatto di tutto perché certe cose non succedano. E se anche capitasse, noi genitori sappiamo come comportarci e come proteggerli”.

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