Salute

Contrordine Efsa: il bisfenolo A non nuoce alla salute sotto una certa soglia

spl-c003-5873
23 Gennaio 2015
Secondo l'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, le stime di esposizione alimentare al Bisfenolo A sommate a quelle provenienti da altre fonti, risultano da 3 a 5 volte inferiori alla dose giornaliera tollerabile (Dgt)
Facebook Twitter Google Plus More

Contrordine dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il bisfenolo A (BPA) non fa male, almeno non nelle quantità in cui viene quotidianamente assorbito dalla popolazione.

 

Queste le conclusioni dell'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, sui materiali a contatto con gli alimenti, in base al quale le stime di esposizione alimentare sommate a quelle provenienti da altre fonti, risultano da 3 a 5 volte inferiori alla dose giornaliera tollerabile (Dgt).

 

Il BPA è un composto chimico usato nella produzione di materiali a contatto con gli alimenti come la plastica per stoviglie riutilizzabili e i rivestimenti interni, in genere protettivi, per lattine. Il BPA è inoltre ampiamente usato nella carta “termica” solitamente utilizzata per scontrini e ricevute fiscali. I residui di BPA possono migrare negli alimenti e nelle bevande ed essere ingeriti dai consumatori; il BPA proveniente da altre fonti, tra cui la carta termica, i cosmetici e la polvere, può essere assorbito attraverso la cute e per inalazione.

 

Per i bambini fino a pochi anni fa la principale fonte di questo interferente endocrino, ovvero sostanza in grado di interferire con gli ormoni, era il biberon, da cui è stato messo al bando nel 2011. 

 

Ciò non toglie la pericolosità della sostanza, che, confermano le evidenze scientifiche, se assorbita in dosi molto molto elevate, provoca problemi in particolare a carico di fegato, reni e ghiandole mammarie. Tanto che l'Efsa, alla luce dei nuovi studi, ha deciso di ridurre di oltre 10 volte la Dgt, passando da 50 a 4 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno. L'ultimo di questi studi, appena pubblicato sulla rivista della Endocrine Society Endocrinologia, riguarda le donne in gravidanza e il rischio che il bambino
sviluppi, nel corso della vita, il diabete o malattie cardiache.

 

I ricercatori hanno esaminato la presenza di Bisfenolo A in 24 madri in gravidanza e rispettivi figli una volta nati. "Questo studio fornisce la prima evidenza che l'esposizione Bpa durante la gravidanza può indurre un tipo specifico di stress ossidativo noto come lo stress nitrosativo sia nella madre e prole - commenta l'autore principale  Vasantha Padmanabhan,
ricercatore dell'Universita' del Michigan. "Lo stress ossidativo è associato a insulino-resistenza e infiammazione, che sono fattori di rischio per diabete e altre malattie  metaboliche e le malattie cardiovascolari".