Cronaca

Coppia dell'acido: Martina Levato potrà vedere il figlio, ma è aperta la procedura di adottabilità

martinalevato
19 Agosto 2015
Il tribunale ha trovato un compromesso per la mamma Martina, condannata per le aggressioni con l'acido. La ragazza potrà vedere ogni giorno il figlio. Il provvedimento è urgente ma provvisorio. Allo stesso tempo la sentenza ha stabilito che il procedimento di adottabilità del bambino deve andare avanti.
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Martina Levato potrà vedere il figlio una volta al giorno, ma solo in presenza di operatori sanitari. La visita dovrà essere di durata contenuta e il piccolo non potrà essere allattato al seno. Inoltre, i giudici hanno aperto il procedimento di adottabilità del minore.

 

Queste le decisioni del tribunale per minorenni di Milano nei confronti di Martina Levato. La ragazza è stata condannata a 14 anni di carcere, in primo grado, per aver aggredito e sfigurato con l'acido il 28 dicembre scorso un ex compagno di liceo della ragazza, Pietro Barbini. Il bimbo è nato alla clinica Mangiagalli di Milano ed era stato tolto alla madre subito dopo il parto, avvenuto con un taglio cesareo. Il piccolo è ora affidato al Comune di Milano, nominato tutore del minore, dato che i due genitori hanno la patria potestà sospesa a causa dell'aggressione con l'acido nei confronti di un ex compagno di scuola della Levato, ma anche per un altro processo per altri due agguati con analoghe modalità.

 

L'avvocato della donna, Stefano De Cesare, riferisce che lei ha già potuto abbracciare il figlio e sono stati momenti "molto emozionanti".

 

Uscita dalla clinica dove ha partorito, la donna non dovrà tornare in carcere, ma all'Icam, un istituto che accoglie le madri detenute. Questa è almeno l'interpretazione dei legali della donna. Ma sul punto non c'è chiarezza.

 

Il bambino sarà adottabile?

 

I giudici hanno inoltre stabilito che si può procedere con il procedimento di adottabilità. Sarà una seconda decisione, che arriverà tra qualche mese, a sciogliere la riserva.  Dopo la sentenza, se sarà loro avversa, Martina Levato e papà Alexander Boettcher (anche lui condannato a 14 anni) potranno fare ricorso. E resta comunque aperta la possibilità di affidamento ai nonni.

 

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