Coppia dell'acido

Coppia dell'acido: secondo i periti non possono fare i genitori

Di Federica Baroni
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25 maggio 2016
Alexander Boettcher e Martina Lavato, la coppia condannata per una serie di aggressioni con l'acido, non avrebbero la capacità genitoriale per crescere il loro bambino. E' quello che è emerso dalla prima relazione stilata dai periti nominati dal Tribunale dei minori. Ora si dovrà aspettare la relazione finale e la decisione dei giudici minorili. 

Martina Levato e Alexander Boettcher, la coppia già condannata per una serie di aggressioni con l'acido ai danni di quattro giovani, non avrebbero la capacità genitoriale necessaria per crescere e accudire il loro bambino. La soluzione migliore per il neonato è quindi l'affido a una famiglia estranea.

 

Così si legge nella prima perizia stilata dalle esperte nominate dal Tribunale dei minori: la neuropsichiatra infantile Cecilia Ragaini e la psichiatra psicoanalista Simona Taccani.

 

Per le perite il piccolo, nato 9 mesi fa, non deve essere affidato né a Martina, che aveva richiesto l'affido esclusivo, né ad entrambi i genitori e neppure ai nonni.

 

Nella relazione è stato messo nero su bianco che "nessuno di loro è adeguato a crescere il minore e per il suo bene, deve essere allontanato in via definitiva dall’intera cerchia familiare".

 

Per arrivare a questo esito le esperte hanno seguito i genitori detenuti e i nonni per quattro mesi. In questi incontri hanno anche potuto osservare come si comportavano verso il bambino.

 

E la conclusione è stata piuttosto netta: Martina è risultata avere "forti elementi disfunzionali e dinamiche psicologiche che mal si conciliano con un ruolo materno".

 

Mentre i nonni non avrebbero la capacità accuditiva necessaria in quanto resterebbero legati ai figli prima che al nipote: "il minore - si legge nella perizia- rimanendo nell’ambiente familiare, si troverebbe a dover gestire il pregiudizio causato dal fatto stesso di avere quei genitori".

 

Inoltre a pesare sulla scelta di non lasciare ai genitori il bambino ci sarebbe anche l'entità della pena: Martina deve scontare ben 27 anni e Alexander 37.

 

La battaglia legale però non finisce qui: entro il 7 giugno i consulenti di parte potranno consegnare le loro osservazioni e per la relazione finale si dovrà attendere il 14 giugno. Saranno poi i giudici minorili a pronunciarsi sul destino del piccolo.