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Malattie infettive

Coronavirus, 12 cose da sapere

Di Valentina Murelli
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30 gennaio 2020 | Aggiornato il 31 gennaio 2020
Facciamo il punto con il virologo Fabrizio Pregliasco sulla polmonite virale da coronavirus che ha colpito la provincia cinese di Hubei ma sta seminando il panico in tutto il mondo.

Che cosa è il coronavirus, la situazione internazionale, quanto è pericoloso, i sintomi, come avviene il contagio, come prevenirlo e i rischi per bambini e famiglie. Abbiamo chiesto informazioni al virologo Fabrizio Pregliasco. 

Ecco le risposte.

 

1 La situazione in Italia e nel mondo

 

Il 31 dicembre scorso le autorità cinesi hanno avvertito l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del fatto che nella città di Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina centrale, si stavano verificando casi di polmonite causata da un virus sconosciuto. Una notizia preoccupante perché, come si legge sul sito dell'OMS, "quando un virus è nuovo, non sappiamo ancora come si comporta quando arriva ad infettare le persone". Una settimana dopo, il 7 gennaio, le autorità cinesi hanno confermato di aver identificato un nuovo virus responsabile di questi casi: un coronavirus temporaneamente chiamato 2019-nCoV (nuovo coronavirus del 2019).

 

Secondo gli ultimi dati disponibili, a oggi 31 gennaio risultano nel mondo 9834 casi confermati di infezione da nuovo coronavirus: una cifra che cresce molto rapidamente, considerato che solo il giorno prima erano 7824. La grande totalità dei casi (9723 casi) si trova in Cina: 111 sono stati confermati al di fuori della Cina, in una ventina di paesi diversi. In Europa sono stati finora confermati 14 nove casi: sei in Francia, cinque in Germania, due in Italia e uno in Finlandia. I decessi sono stati 213, tutti in Cina. Il tasso di mortalità a oggi è di circa il 2%.

 

I casi italiani di coronavirus

Si tratta di una coppia di turisti cinesi (marito di 67 anni, moglie di 66 anni) - arrivata in Italia da Pechino il 23 gennaio scorso con una comitiva di 21 turisti. Mercoledì scorso si sono sentiti male mentre erano in albergo a Roma: sono stati subito ricoverati all'Istituto Spallanzani di Roma, dove è poi arrivata la conferma di infezione da parte del coronavirus e dove l'uomo e la donna sono stati messi in isolamento. Lui ha un'evidente polmonite, lei sintomi più lievi. Nel frattempo sono arrivati allo Spallanzani per accertamenti anche tutti i compagni di viaggio della coppia. 

 

2 Che cos'è un coronavirus

 

Come spiega il sito Epicentro, dell'Istituto Superiore di Sanità, i coronavirus sono un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la SARS (sindrome respiratoria acuta grave), che tra il 2002 e il 2003, partendo sempre dalla Cina, ha ucciso circa 800 persone, o la MERS (sindrome respiratoria mediorientale), identificata nel 2012 in Arabia Saudita e che è costata la vita a 850 persone. Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

 

Tipicamente circolano tra gli animali, essendo comuni in molte specie diverse (dai cammelli ai pipistrelli) ma talvolta possono trasmettersi all'uomo e addirittura diventare capace di passare da persona a persona. In questo caso possono dare origine a epidemie importanti. Un nuovo coronavirus è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.

 

3 Come è nata la nuova malattia

 

In realtà non abbiamo ancora risposte certe a questa domanda. Inizialmente si è pensato che il primo contagio sia avvenuto nel mercato ittico della città di Wuhan, ma non ci sono conferme di questa ipotesi. Allo stesso modo, non è ancora stato identificato l'animale che lo ha trasmesso all'uomo: si è parlato di serpenti, ma questa ipotesi è stata smentita.

 

4 Come avviene il contagio

 

Tipicamente i coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta all'altra attraverso goccioline di saliva, tossendo o starnutendo. "In genere è necessario un contatto stretto, sotto il metro di distanza, con la persona infetta" sottolinea il virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università di Milano. Precisando però che il virus può essere trasmetto anche da soggetti infetti asintomatici (sì, può succedere che una persona abbia preso il virus ma non mostri alcun sintomo) oppure in fase di incubazione.

 

Secondo quanto emerso dall'analisi dei primi 425 casi della nuova polmonite effettuata da un gruppo di ricercatori cinesi, ogni malato ha infettato finora 2,2 persone: un tasso di contagiosità più basso di quello della SARS (dove ogni malato infetta circa 3 persone) ma che non permette di abbassare la guardia. Anche perché per certi versi si tratta di un virus più subdolo. Mentre la SARS dava sintomi più gravi, che difficilmente sfuggivano al controllo e al ricovero in ospedale, il nuovo coronavirus può dare sintomi più sfumati, che si confondono più facilmente con quelli della comune influenza stagionale, o addirittura non dare alcun sintomo. Il che significa che le persone contagiose hanno più probabilità di diffondere la malattia. 

 

 

 

5 Quanto è pericoloso il nuovo coronavirus

 

"Potenzialmente si tratta di un virus pericoloso, perché essendo nuovo siamo tutti potenzialmente suscettibili e grazie alla facilità dei viaggi internazionali potrebbe diffondersi velocemente" afferma Pregliasco. "Per questo qualcuno chiama in causa, per evocare gli scenari peggiori possibili, il virus dell'influenza detta 'spagnola' che nel 1918 infettò il 35% della popolazione mondiale causando 50 milioni di morti".

 

Ma attenzione, bisogna ricordare che le condizioni di vita delle popolazioni e la capacità di risposta tecnico scientifica di cent'anni fa non sono certo quelle di adesso. "E anche se la Cina probabilmente non ha detto tutta la verità su questa vicenda, soprattutto nelle sue fasi iniziali, è indubbio che ora sta facendo molto per contenere la diffusione del virus" dichiara il virologo. "Non solo con pieno spirito collaborativo ha messo a disposizione della comunità scientifica internazionale la sequenza genetica del virus e le informazioni sui primi casi colpiti, ma sta di fatto restringendo la libertà di diverse decine di milioni di persone, che non possono spostarsi dalla provincia di Hubei o farvi ritorno se si sono allontanati per festeggiare il capodanno cinese. Una misura drastica, anche se di fatto è l'unica possibilità oggettiva di contenimento".

 

6 Quali sono i sintomi, differenze rispetto alla SARS e all'influenza

 

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono in realtà quelli tipici anche dell'influenza: tosse, febbre, respiro un po' più veloce e affannoso, fino ad arrivare alla polmonite. Sembra che in alcuni possa esserci anche un coinvolgimento gastrointestinale. "Come ha mostrato l'analisi del primo centinaio di casi infetti, la gravità può tuttavia essere molto variabile da individuo a individuo" commenta Pregliasco. "Si va da situazioni del tutto prive di sintomi a casi di polmonite grave che come abbiamo visto possono arrivare al decesso". La SARS dava manifestazioni tendenzialmente più intense.

 

"Quanto all'influenza – che da noi proprio in queste settimane è nel pieno della diffusione – ricordiamo che nel 2018 ha causato in Italia 8 milioni di casi, con 198 decessi diretti e circa 10 mila decessi dovuti a complicanze successive all'influenza .

 

Dunque, per confronto, il tasso di mortalità del nuovo coronavirus risulta attualmente di circa il 2% (potrebbe cambiare se il virus mutasse), quello dell'influenza stagionale è in genere intorno allo 0,01%, quello della SARS è stato del 10% e quello della MERS del 30% circa.

 

7 Chi sono le vittime del nuovo coronavirus

 

"Finora tutti i decessi si sono verificati in persone adulto o anziane, con più di 50 0 60 anni anni d'età, che spesso avevano altre malattie concomitanti" spiega Pregliasco.

 

Coronavirus: meno rischi per i bambini

Secondo quanto riferito in un articolo pubblicato pochi giorni sul New England Journal of Medicine, nessuno tra i primi 425 casi identificati della nuova  malattia aveva meno di 15 anni. Spiega l'articolo: "I bambini sembrano essere meno suscettibili all'infezione o, se contagiati mostrano sintomi più lievi". Sono anche stati descritti casi di infezione asintomatica in bambini. 

 

8 Bambini e famiglie in Italia corrono qualche rischio particolare?

 

"Assolutamente no, al momento non c'è nessun rischio particolare né per bambini e famiglie né in generale per la popolazione rispetto a questo nuovo agente infettivo" rassicura Pregliasco, sottolineando che le nostre autorità sanitarie si stanno dando molto da fare per contenere il rischio di diffusione del virus, nel caso in cui eventuali casi dovessero manifestarsi anche nel nostro paese. Sono stati predisposti controlli agli aeroporti sui voli in arrivo dalla Cina (che comunque molte compagnie aeree hanno autonomamente deciso di limitare) ed è operativa H24 una task force dedicata del Ministero della salute.

 

Pregliasco lo ribadisce con chiarezza: "Non c'è alcun motivo di farsi prendere dal panico, di indossare mascherine, di non andare al ristorante cinese o di non toccare oggetti made in china". Due indicazioni, queste ultime, che per altro aveva fornito due giorni fa in un video anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro:

 

  • Le conoscenze di cui disponiamo al momento ci dicono che la trasmissione di questo virus avviene prevalentemente per contatto tra le persone e non per via alimentare. Inoltre in Europa è vietata l'importazione di animali vivi o di carne cruda dalla Cina.
  • Al momento non ci sono evidenze che questo tipo di infezione si trasmetta attraverso oggetti inanimati, come giocattoli, vestiario o altre tipologie di materiale.

Ci sono rischi per le scuole?

Risponde in un video Silvio Brusaferro, presidente Istituto Superiore di Sanità: "Le persone a rischio sono solo quelle che si sono recate nelle zone coinvolte dall'epidemia negli ultimi quindici giorni. Quindi tutti i soggetti che non rientrano in questa categoria compresi i componenti della comunità cinese, o di origine cinese, che frequentano le nostre scuole, non presentano rischi particolari".

 
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9 Come si tratta l'infezione da nuovo coronavirus

 

Non ci sono trattamenti specifici per la malattia causata dal nuovo coronavirus. Molti sintomi possono essere tenuti sotto controllo e alleviati esattamente come si fa con quelli dell'influenza, mentre per le situazioni più gravi diventa indispensabile il ricorso alla terapia intensiva.

 

10 Indicazioni di prevenzione

 

Epicentro ricorda gli accorgimento utili per ridurre il rischio di infezione, proteggendo sé stessi e gli altri:

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche
  • starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso
  • evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate
  • evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate o che mostri sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti)
  • rimanere a casa se si hanno sintomi
  • fare attenzione alle pratiche alimentari (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate)
  • pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate.

Riguardo alle mascherine, che pare stiano andando a ruba in questi giorni, Pregliasco sottolinea che se è vero che alcune – non tutte, dipende dai filtri che possiedono – possono effettivamente essere utili per ridurre il rischio di contagio, è altrettanto vero che non è qualcosa che noi italiani siamo comunemente abituati a utilizzare. "In Oriente sono usate di più, anche in u'ottica di attenzione nei confronti degli altri" afferma. Ribadendo che comunque al momento la situazione da noi non è tale da richiederle.

 

11 Esiste un vaccino contro il nuovo coronavirus?

 

Al momento no, ma ci si sta lavorando.

 

A questo proposito, può essere bene fare chiarezza su un invito emanato nei giorni scorsi dal Ministero della Salute, che è quello a vaccinarsi contro l'influenza per chi dovesse mettersi in viaggio verso zone interessate dall'epidemia. "Attenzione: non significa in nessun modo che il vaccino contro l'influenza possa proteggere dal nuovo coronavirus. Semplicemente, protegge contro l'influenza, riducendo il rischio di fare confusione con questa malattia, nel caso in cui si dovessero manifestare dei sintomi".

 

12 Le prospettive per il futuro

 

"Nel breve periodo purtroppo potranno esserci in Cina altri morti e gravi disagi nelle città bloccate ma sono completamente fiducioso che riusciremo a gestire anche questa emergenza" afferma Pregliasco. Che ricorda come la SARS sia stata sconfitta nel giro di otto mesi (oggi non si registra più alcun caso). "Penso che possiamo aspettarci un esito analogo".