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Cosenza: polizia paga l'albergo a donna con tre figli senzatetto

polizia
23 Settembre 2016
La donna, madre di tre figli di 3 e 2 anni e di un neonato di 4 mesi, stava trascorrendo la notte sotto a un ponte dopo essere stata lasciata dal compagno e abbandonata dai familiari. Il questore ha pagato l'albergo dove farli pernottare e ora vivono in una comunità religiosa.
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Un bel gesto di solidarietà della Forze dell'ordine del nostro Paese, che sono andati in soccorso di una donna e di tre minori senzatetto a Cosenza. Dopo essersi assicurati dello stato di salute della donna e dei bimbi, hanno sborsato di tasca loro il pernottamento in un albergo.

 

Abbandonata da marito e familiari

Nel corso della notte del 21 settembre, durante controlli sul territorio, era stata segnalata ad alcuni operatori delle Volanti della Polizia di Stato di Cosenza, una giovane donna con due bambini, di 3 e di 2 anni ed un neonato di 4 mesi accampati sotto i portici di Via Pasubio, a Cosenza.

 

La donna, nemmeno trentenne, ha confessato agli operatori di essere stata abbandonata dal marito in Romania e di essersi recata in Italia alla ricerca di accoglienza da alcuni familiari. Dopo neppure una settimana di convivenza, come si legge nella nota della Polizia, "era stata allontanata da casa in quanto i suoi parenti non erano in grado di provvedere al mantenimento". Spaesata dalla situazione, non conoscendo nessuno e non potendo trovare altra sistemazione, aveva deciso di trascorrere la notte sotto a un ponte. 

 

Questa la scena che si è presentata dunque agli occhi degli operatori di polizia. Immediatamente gli agenti si sono attivati per trovare una sistemazione alla famiglia. Non riuscendo sul momento a trovare altro, hanno pagato di tasca loro un albergo in centro città ai quattro.

 

Questo il commento che si legge su lagazzettadelsud.it: "Quando Maria capisce quanto stanno facendo, sussurra un dignitoso 'grazie' e con il volto rigato dalle lacrime abbraccia, uno per uno, i poliziotti". 

 

La mattina successiva il lieto fine: una casa religiosa della zona ha acconsentito ad accoglierli. 

 

 

Fonte: Questura di Cosenzalagazzettadelsud.it ; ilgiornale.it