Neonati prematuri

Dal latte d'asina un possibile nuovo aiuto per i neonati prematuri

Di Irma Levanti
gamarraprato2
03 Dicembre 2018
Non solo latte vaccino: anche il latte d'asina potrebbe rivelarsi un'ottima base di partenza per la produzione di fortificatori da aggiungere al latte di mamma per l'alimentazione di neonati estremamente piccoli
Facebook Twitter More

Anche per i neonati prematuri il latte di mamma è il migliore alimento possibile. Anzi, soprattutto per loro, perché favorisce la maturazione intestinale, limita il rischio di intolleranze, rinforza il sistema immunitario ancora in via di sviluppo. Tanto che se il latte della propria mamma non è disponibile si può ricorrere a quello donato.

 

Se però parliamo di neonati estremamente prematuri, nati prima delle 30-32 settimane di gravidanza e con un peso inferiore ai 1500 grammi, serve qualche “aggiustamento” per rendere il latte materno davvero ottimale dal punto di vista nutrizionale.

 

Si parla in questo caso di fortificazione, realizzata in genere con proteine provenienti da latte vaccino, che però possono provocare problemi di intolleranza. E allora un aiuto potrebbe venire da un altro tipo di latte animale, il latte d'asina, il cui utilizzo per la fortificazione del latte materno sembra associato a una diminuzione dei casi di intolleranza alimentare.

 

Questo, almeno, è quanto emerge dai risultati di un piccolo studio condotto dall'équipe della terapia intensiva neonatale dell'Ospedale Sant'Anna di Torino, in collaborazione con l’Istituto di scienze delle produzioni alimentari sempre del Cnr di Torino. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition.

 

“Studi recenti avevano già evidenziato che quello d’asina è il latte di mammifero più vicino come composizione al latte umano. Da qui l’idea di provarlo come integratore del latte materno”, sostiene Laura Cavallarin, ricercatrice del Cnr. Che racconta come per prima cosa siano stati ottenuti dei concentrati di latte d’asina con tenore proteico e calorico uguale a quelli dei corrispondenti prodotti a base di latte vaccino già disponibili, dai quali è stato ricavato il fortificatore per il latte materno.

 

In una fase successiva, il fortificatore – che nel frattempo è stato brevettato - è stato effettivamente utilizzato per l'arricchimento di latte materno destinato all'alimentazione di un gruppo di bambini prematuri con peso ed età alla nascita molto bassi. Un altro gruppo di bambini è stato invece alimentato con latte arricchito con fortificatori tradizionali. In tutto lo studio ha coinvolto 156 piccolini.


“Abbiamo osservato una significativa diminuzione dei casi di intolleranza alimentare nei bambini nutriti con il fortificatore a base di latte d'asina, compresi episodi di vomito e di ristagno biliare nello stomaco” ha dichiarato Enrico Bertino, direttore della terapia intensiva neonatale.

 

Il risultato potrebbe aprire la strada all'utilizzo anche di questo prodotto per migliorare le condizioni dei piccoli nati prima del tempo. Anche se prima di arrivare a questo punto sarebbero opportune ulteriori conferme con ricerche indipendenti e su campioni più grandi.

 

Per approfondire: