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Frasi sessiste

"Donne fertili o inutili": bufera sull'assessore di Castiglione delle Stiviere

Di Niccolò De Rosa
sessismo

14 Marzo 2019
Prosegue la polemica per la frase sessista pronunciata da Manlio Paganella la sera prima della Festa della Donna. Al consigliere leghista sono state ritirate le deleghe alla Cultura del paesino mantovano.

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«Come diceva Manzoni, "il coraggio uno non se lo può dare". Si nasce uomini o si nasce eunuchi. Si nasce donne fertili o si nasce donne inutili».

 

Parola di Manlio Paganella, assessore alla Cultura del comune di Castiglione delle Stiviere che lo scorso 7 marzo - la sera prima della Festa della Donna - ha pronunciato questa frase in occasione del Consiglio Comunale del paesino mantovano.

 

A riportare l'infelice uscita del consigliere in quota Lega è stato un video diffuso dalla pagina "Adesso t'informo", la quale ha reso virale l'intervento innescando un domino di polemiche e indignazione.

 

Il fatto

Al momento della frase "incendiaria" Paganella si trovava in municipio per rispondere al Consiglio Comunale della sua presenza alla presentazione del libro Compagno Mitra di Gianfranco Sella, accusato da più parte di revisionismo storico sul tema dei crimini partigiani.

 

Il post della pagina "Adesso t'informo" che mostra la frase di Manlio Paganella

 

L'evento, organizzato dal partito di estrema destra Progetto nazionale, si era tenuto il 26 gennaio, proprio alla vigilia della Giornata della Memoria.

 

Ed è stato proprio durante il discorso di difesa della sua posizione che Paganalla ha pronunciato le parole dai forti toni sessisti che hanno provocato l'immediato abbandono dell'aula da parte di tre consigliere del Partito Democratico: Graziella Gennai, Cecilia Carattoni e Elena Cantoni.

 

 

Le reazioni

Dopo l'episodio controverso, i partiti d'opposizioni hanno immediatamente chiesto la revoca di ogni delega al consigliere e lo stesso sindaco leghista Enrico Volpi si è affrettato a  prendere le distanze dal suo collega.

 

«Nei prossimi giorni dirò quale sarà la mia decisione, se ritirerò le deleghe a Paganella o meno - ha dichiarato Volpi a La Stampa - Certo è che le sue parole non sono state né opportune né, tantomeno, condivisibili. E quello che più colpisce è vedere che l’assessore non abbia ancora chiesto scusa in modo adeguato. Non ho visto, da parta sua, una presa di posizione adeguata».

 

Scuse che alla fine sono arrivate:

 

«Era una frase pronunciata nella dialettica del momento, dopo essere stato zitto per due mesi nonostante i duri attacchi che ho subito - si è difeso Paganella - Mi scuso se ho offeso qualcuno. Per me le donne sono importantissime e la prima donna che si ama, nella propria vita, è la propria madre. Senza la quale non ci sarebbe vita».

 

 

Dopo qualche giorno di riflessione però, la revoca alle deleghe alla Cultura tanto chiesta da più parti è stata emessa ugualmente.

Un decisione ormai inevitabile, soprattutto dopo che lo stesso gruppo consiliare della Lega - pur denunciando la forte «strumentalizzazione» dell'accaduto - aveva stigmatizzato con decisione l'operato del proprio membro di partito.