Infezioni

Emergenza batteri resistenti, ecco come vincerla

Di Valentina Murelli
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23 Ottobre 2017
Presentato un decalogo ufficiale con una serie di azioni concrete per contrastare la diffusione di germi resistenti agli antibiotici. Si rivolge a operatori sanitari, amministratori, politici, ma non mancano indicazioni per i comuni cittadini. La prima: evitare sempre il fai-da-te.
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È  emergenza superbatteri.

In Italia, in Europa e nel mondo sono sempre più diffusi i batteri resistenti all'azione degli antibiotici e contro i quali, dunque, non riusciamo più a difenderci in modo efficace. Proprio per contrastare questa situazione il Gisa, Gruppo italiano per la stewardship (gestione) antimicrobica, ha messo a punto un decalogo con una serie di azioni concrete per contenere la resistenza batterica nel nostro paese. Il Decalogo, che si rivolge in particolare a operatori sanitari, amministratori, politici, è stato presentato a Roma lo scorso 19 ottobre.

 

I dati illustrati descrivono un quadro decisamente allarmante: già oggi, nella sola Europa, si verificano ogni anno 4 milioni di infezioni da germi resistenti agli antibiotici, che provocano più di 37 mila decessi.

 

L'Italia, purtroppo, è tra i paesi dove è più elevato il livello di resistenza agli antibiotici (che d'altra parte sono farmaci ampiamente utilizzati): da noi si contano circa 300 mila infezioni resistenti all'anno - contratte tipicamente in ospedale - con circa 4500-7000 decessi. E se non si corre ai ripari, la situazione è destinata a peggiorare: "Si stima che nel 2050 le infezioni resistenti saranno capaci di provocare, in tutto il mondo, 10 milioni di morti: più di quelle che saranno provocate da tumori" ha spiegato Francesco Menichetti, presidente Gisa e direttore dell'Unità operativa di malattie infettive dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa.  

 

Non a caso, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la resistenza agli antibiotici è oggi una delle minacce principali alla salute globale. Senza contare l'aspetto economico del fenomeno: secondo calcoli dell'Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ogni paziente con infezione antibiotico-resistente costa circa 40 mila euro in più rispetto a un paziente con infezione non resistente.

 

La prima cosa da fare per invertire la rotta è agire sulla causa principale del fenomeno di antibiotico-resistenza e cioè l'utilizzo inappropriato di antibiotici. Che sono farmaci straordinari, in grado di salvare vite umane, ma rischiano di diventare inefficaci se, appunto, non impariamo a utilizzarli in modo più mirato e ottimale.

 

 

Sono tantissimi a dover fare la loro parte in questo cambiamento di rotta, e in vari ambiti. Tra questi, per esempio:

 

  • la prevenzione delle infezioni attraverso le vaccinazioni. Il Decalogo insiste in particolare sull'importanza della vaccinazione esavalente, pneumococcica coniugata e anti-meningococcica durante l'infanzia, e contro influenza e pneumococco oltre i 65 anni;
  • l'ottimizzazione della profilassi antibiotica prima degli interventi chirurgici;
  • l'ottimizzazione della diagnosi di infezione, in particolare in ospedale (prima si capisce quale germe si ha di fronte, più tempestiva ed efficace può essere la risposta);
  • l'ottimizzazione delle strategie di controllo delle infezioni;
  • un miglior controllo dell'impiego degli antibiotici negli allevamenti animali. In effetti l'uso degli antibiotici negli allevamenti è molto importante per controllare le malattie infettive, non bisogna esagerare. "In Europa la legge è molto restrittiva su questo punto - sottolinea Menichetti - ma purtroppo non è così in altre parti del mondo".

E i singoli cittadini cosa dovrebbero fare?

Oltre a tenersi al passo con le vaccinazioni previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, Menichetti indica altri punti fondamentali:

  • utilizzare gli antibiotici solo se prescritti da un medico;
  • non ricorrere mai al fai da te: non prendere antibiotici senza essersi prima consultati con il medico;
  • effettuare la terapia completa, senza interromperla a piacimento.

 

Ovviamente, ce n'è anche per i medici, che devono porsi come obiettivo fondamentale quello di ridurre l'uso inappropriato di antibiotici. In che modo? "Migliorando e accelerando la diagnosi, ma anche evitando prescrizioni palesemente inutili, come quelle di antibiotici nell'influenza" afferma Menichetti. Per questo, il Decalogo punta molto sull'importanza della formazione degli operatori sanitari, sia in ambito universitario sia successivamente.