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Emergenza profughi, bimbo afghano tenta il suicidio in Croazia

Di Sara De Giorgi
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24 Settembre 2015
Un bambino afghano di 9 anni ha tentato di suicidarsi in un campo per rifugiati croato, dopo la morte della sorellina nel viaggio verso l'Europa. Ad accorgersi del gesto un volontario del campo. L'Unicef, l'agenzia Onu per l'infanzia, ha subito lanciato l'allarme.
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Un bambino di 9 anni originario dell'Afghanistan ha tentato di suicidarsi in un campo per rifugiati in Croazia, dopo la morte della sorellina nel viaggio verso l'Europa. La bimba era rimasta la sua unica familiare diretta.

 

Il caso è stato riferito dall'Unicef, l'agenzia Onu per l'infanzia. Il tentativo di suicidio è avvenuto nel campo di Opatovac, dove i profughi si fermano per uno o due giorni per ricevere aiuti.

 

Il pronto intervento di un volontario ha salvato il bimbo. L'uomo si è insospettito nel vedere il piccolo maneggiare in una tasca di un pantalone.

 

Improvvisamente il bambino ha estratto dalla tasca un oggetto metallico e ha provato a tagliarsi il collo. Il volontario è riuscito a fermarlo e dopo si è accorto che la tasca era piena di oggetti metallici appuntiti. Molti erano frammenti di una lattina di Coca Cola.

 

Successivamente, grazie a un confronto con uno psicologo, è emerso che il bimbo aveva perso il padre, che la mamma era stata uccisa in Afghanistan e che lui era fuggito con uno zio. La sorellina era deceduta durante il viaggio per la Germania. 

 

Fonte: Agi.com

 

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