Emergenza profughi

Emergenza profughi: ecco perché non restano nei loro Paesi

08 Settembre 2015
Non per cercare una vita più agiata, ma per sopravvivere a guerre, massacri, violenze, fame. Queste sono le cause della grande migrazione che negli ultimi anni ha spinto migliaia di persone, tra cui tantissime donne e bambini, ad attraversare il Mediterraneo alla disperata ricerca di una possibilità di sopravvivenza. Fuga non facile per chi non è libero di viaggiare ed è costretto a mettere la sua vita e quella dei propri cari nelle mani di scafisti senza scrupoli. Ecco i Paesi da cui proviene la maggior parte dei rifugiati e perché non possono proprio rimanere a casa loro.



 
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profughisiria

FUGA. Secondo i dati dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu, il 51% dei rifugiati arriva dalla Siria e oltre 50 profughi su 100 sono bambini. Il 14% dall’Afghanistan, l’8% dall’Eritrea, il 4% dalla Nigeria, il 3 % dall’Iraq, il 2% Somalia. E circa 2.500 sono le persone scomparse nel 2015 nel tentativo di raggiungere l’Europa. Nella foto una profuga siriana.

kobane

SIRIA. I profughi fuggono dalla furia dell'Is, l'autoproclamato Stato Islamico, che da settembre 2014 ha preso possesso di alcune zone strategiche del Paese e ha iniziato una pesante offensiva nella regione curda di Kobane con una serie di massacri contro la popolazione civile (nella foto la città di Kobane). Lo Stato Islamico obbliga a vivere secondo la sharia, la rigida legge coranica, chi si ribella viene ucciso. Ci sono decapitazioni di massa. E le più colpite sono le minoranze religiose. Le donne che vengono catturate sono stuprate e date in spose ai combattenti. Una catastrofe umanitaria che ha fatto fino ad ora 250 mila morti.

afghanistan

AFGHANISTAN, uno dei paesi più poveri e instabili del Pianeta. I talebani, nonostante la sconfitta del regime da parte delle forze occidentali, sono ancora radicati nella zona a Sud-Est, al confine con il Pakistan. Migliaia i civili uccisi negli scontri tra le forze ribelli talebane ed esercito regolare.

eritrea-campoprofughi

ERITREA. È un paese poverissimo e martoriato da anni di guerra con l'Etiopia. Qui non si svolgono elezioni democratiche. L’unico partito esistente e riconosciuto è il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia. Chi si oppone viene torturato e deportato in campi di prigionia e costretto ai lavori forzati. Non esiste liberà d'espressione. La corruzione dilaga. La gente, semplicemente, non ha futuro.

nigeria

NIGERIA. Circa la metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà: il tasso di mortalità tra i bambini è altissimo, bassa l’aspettativa di vita e basso il tasso di scolarizzazione. Negli ultimi anni la situazione è peggiorata con l'avvento dell'organizzazione terroristica jihadista Boko Haram, alleata con l'Is, ha massacrato e rapito migliaia di civili e più di 500 mila sono le persone sfollate.

iraq

IRAQ. Dopo la prima e la seconda guerra del Golfo, nel 2013, l'Is ha cominciato la sua avanzata e oggi controlla nove città. Anche qui lo Stato Islamico si accanisce sulle minoranze religiose con massacri.

somaliacampoprofughi

SOMALIA. E' un Paese poverissimo e dalla caduta del regime di Siyaad Barre, nel 1991, è sconvolto da guerre interne. Negli ultimi anni si è aggiunta la presenza dell'organizzazione terroristica islamistica Al-Shaabab, vicina ad Al Quaeda, che ha causato migliaia di morti. La sopravvivenza in Somalia dipende oggi quasi esclusivamente dagli aiuti umanitari. L’economia è legata solo all'allevamento nomade e a una piccola produzione agricola.

FUGA. Secondo i dati dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu, il 51% dei rifugiati arriva dalla Siria e oltre 50 profughi su 100 sono bambini. Il 14% dall’Afghanistan, l’8% dall’Eritrea, il 4% dalla Nigeria, il 3 % dall’Iraq, il 2% Somalia. E circa 2.500 sono le persone scomparse nel 2015 nel tentativo di raggiungere l’Europa. Nella foto una profuga siriana.
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