Farmaci

Farmaci e bambini, il 40% dei genitori sbaglia i dosaggi

Di Emanuela Mei
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31 Luglio 2014
L'Agenzia italiana del farmaco lancia l'allarme: cresce il consumo e l'inappropriatezza dei farmaci in età pediatrica e spesso vige il fai da te famigliare su dosaggi e orari di somministrazione 
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Cucchiaio, cucchiaino, contagocce, millilitri e milligrammi. Sono le unità di misura che mettono in confusione fino al 40% dei genitori nel dosaggio dei farmaci per i propri bambini. Un fenomeno da non sottovalutare e che si accompagna all'aumento del consumo e dell'inappropriatezza prescrittiva di alcune categorie di farmaci, in particolare gli antibiotici. A lanciare l'allarme è l'Aifa, l'Agenzia italiana del Farmaco, che si è fatta promotrice di una campagna di comunicazione sul corretto impiego dei farmaci in età pediatrica. (leggi anche: quando dare gli antibiotici ai bambini)

 

Uno degli errori più comuni che i genitori commettono è, infatti, quello di ridurre le dosi di medicinali utilizzati per gli adulti tarandole in base al peso e all’età del piccolo: una pratica che può essere rischiosa. Il consiglio è quello di non sperimentare i farmaci indicati per gli adulti sui figli, somministrandoli senza il controllo del pediatra e con dosi e durata delle terapie approssimativi. Il problema, sottolineano gli esperti, è che sono ancora troppo poche le sperimentazioni pediatriche dei farmaci e le ragioni non sono solo legate ai costi: vi è infatti, sottolinea l’Aifa, una sorta di “pregiudizio etico ad esporre i bambini alle sperimentazioni cliniche benché, al contrario, ciò vada a ledere i loro stessi interessi, perché preclude la possibilità di sviluppare farmaci adatti alle loro specifiche esigenze”. (Leggi: farmaci e bambini, istruzioni per l'uso)

 

Negli Stati Uniti, dove ogni anno sono diecimila i ricoveri per avvelenamento da sovradosaggi da farmaci e tre quarti delle chiamate provengono da genitori che si sono confusi con le unità di misura, sono state condotte due ricerche sull'argomento, pubblicate sulla rivista scientifica Pediatrics. La prima, condotta in più ospedali statunitensi e coordinata dalla John Opkins University di Baltimora, individua la scarsa precisione dei dosaggi nella somministrazione dei farmaci. Nella seconda ricerca, fatta alla New York University, gli specialisti fanno invece un appello a medici e famiglie perchè non utilizzino più cucchiai e cucchiaini per misurare la quantità di sciroppi e farmaci liquidi per bambini. Secondo la ricerca, infatti, oltre il 39% dei genitori sbaglia la dose presunta (e lo lo fa anche il 41% dei genitori che si attiene alle prescrizioni) e il 16% va ad occhio. 

 

La Società italiana di pediatria (SIP) si occupa da anni del problema che esiste anche in Italia sui corretti dosaggi dei farmaci somministrati ai bambini: “I genitori sottovalutano l'importanza delle dosi e spesso non rispettano l'orario della somministrazione” spiega il presidente della Spi, Giovanni Corsello. Una gestione del rapporto bambini-farmaco, quindi, in cui in maniera evidente regna troppo spesso il fai da te famigliare.

Farmaci e bambini, il 40% dei genitori sbaglia i dosaggi
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