Femminicidio

Femminicidio: pene più dure e maggior sostegno agli orfani delle vittime

Di Niccolò De Rosa
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07 Marzo 2017
La Camera dà il via libera ad un progetto di legge che inasprisce le pene per chi uccide il proprio partner e aumenta le tutele per i figli delle vittime. Ora parola al Senato
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Il primo marzo 2017 la Camera dei Deputati  ha approvato all'unanimità un testo, ora trasmesso al Senato, con il quale le forze politiche mirano a pene più severe per coloro i quali uccidono il proprio partner e maggiori tutele per gli orfani delle vittime. Lo sforzo legislativo rientra in un quadro politico che si sta accorgendo del sempre più preoccupante escalation di violenze avvenute tra le mure domestiche.

 

Pene e tutele

La proposta di legge prevede assistenza e difesa già nelle prime fasi del processo penale ed accesso gratuito al patrocinio a spese dello Stato, rafforza il diritto degli orfani di vedersi risarcita in qualche modo la loro perdita e annulla il diritto al godimento dell'eredità (o della pensione di reversibilità) per i colpevoli di omicidi famigliari, cancellando una situazione grottesca che oltre al danno aggiungeva anche lo sfregio alla memoria delle vittime.

Tale annullamento scatta già dopo il primo rinvio a giudizio, insieme al sequestro dei beni che andrà a risarcire i figli del partner ucciso. In caso di assoluzione o archiviazione, per l'imputato il provvedimento verrà meno e lo Stato restituirà (con gli arretrati) la somma dovuta.

 

In sede penale poi, l'assassinio del coniuge (marito, moglie, compagno o compagna che sia) viene finalmente equiparato all'omicidio di un figlio o di un genitore, aggravando il reato e aumentando la pena da 11 anni di carcere fino all'ergastolo.

 

Qualora il testo venisse approvato in tutte le sue forme verrebbe istituito anche un fondo statale per l'assistenza medico-psicologica dei figli delle vittime, per le spese processuali, per borse di studio e percorsi di inserimento nel mondo del lavoro.