Fumo

Fumo in giovane età: linee guida per una comunicazione efficace

Di Niccolò De Rosa
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07 Marzo 2017
Dai dati più recenti l'Italia appare come un Paese in cui il vizio del fumo è sempre più precoce e in cui le politiche di sensibilizzazione non sembrano sempre essere molto efficaci. Dal Canada arrivano però nuove linee guida che potrebbero avere una presa maggiore sui giovani tabagisti
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Il fumo è un vizio che si acquisisce fin da giovanissimi e se già alle scuole medie i nostri ragazzi provano la prima "bionda", è nelle prime classi delle superiori che la sigarettea diventa un'abitudine (e poi una schiavitù).

Gli ultimi dati dell'ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) poi non fanno che confermare tale tendenza, con l'Italia che si piazza ai primi posti per sedicenni che hanno già iniziato a fumare con regolarità.

 

Come contrastare il fenomeno?

Campagne di sensibilizzazione e corsi nelle scuole possono fare la differenza, ma sono progetti a lungo termine che, per ora, non stanno dando i risultati sperati. La linea dura poi, quella dei castighi, dei divieti e delle punizioni per i figli "beccati" con la sigaretta in bocca, non ha mai funzionato.

 

Un aiuto potrebbe giungere dall'altra parte dell'oceano, dove esperti del Canadian Medical Association Journal hanno pubblicato delle linee guida anti-fumo che mirano proprio ad una maggiore efficacia comunicativa con le nuove generazioni:

 

  1.  IL FUMO È UN ARGOMENTO DA AFFRONTARE FIN DA PICCOLI: i ragazzi iniziano presto a fumare? Allora bisogna anticipare ulteriormente i tempi per far comprendere gli effetti negativi di nicotina e tabacco. Già in prima elementare si può iniziare a rendere edotti i piccoli riguardo i danni causati dalla sigaretta, magari parlando delle sostanze che contiene e delle ripercussioni sul nostro fisico
  2. MASSIMA ALLERTA NEL PERIODO CRUCIALE DELLE SUPERIORI: Il liceo è il crocevia per quasi tutti i futuri tabagisti. In questi anni un ragazzo può provare e capire che il fumo non fa per lui oppure assuefarsi ad un vizio che, nel miglior dei casi, si porterà dietro per parecchi anni. È importante che i genitori disapprovino apertamento tale comportamento, ma al tempo stesso devono essere proposti ai giovani dei modelli di vita alternativi (es: sport e alimentazione sana, che rendono anche più felici)
  3. NON SOLO PARERI ESPERTI, MA ANCHE SUPPORTO DEI COETANEI: L'insegnante che ci parla dei pericoli per la salute può essere efficace fino ad un certo punto. Durante l'adolescenza sono i coetanei ad influenzare gran parte delle scelte dei nostri ragazzi. Sarebbe bene dunque formare anche gruppi di giovani che si scambino semplicemente le loro opinioni, confrontandosi sui loro punti di vista.
  4. LINGUAGGIO ED ESEMPI DI MAGGIOR EFFETTO: Anche se di vitale rilevanza, l'insorgere di un tumore può spaventare meno un adolescente rispetto alla prospettiva di avere denti gialli e non risultare più attraente. Usiamo linguaggi ed esempi adatti all'età, magari concentrandosi maggiormente sugli effetti a breve termine, che per dei giovani appaiono molto più concreti rispetto a quelli per cui bisognerebbe attendere almeno una ventina d'anni.

Tali consigli però, benché cambino leggermente le prospettive, devono comunque essere supportate sempre da due elementi fondamentali: l'esempio (come parlare dei mali del fumo con la sigaretta in bacca?) e il dialogo.