Cronaca

Genova, bimbo muore dopo la circoncisione in casa. Arrestate mamma e nonna

Di Sara De Giorgi
polizia
03 Aprile 2019
A Genova un neonato è morto a causa di una circoncisione praticata in casa. Madre e nonna, che hanno spiegato di avere praticato la circoncisione al neonato per ragioni culturali, hanno chiamato il 118 solo quando hanno capito di non poter tamponare il flusso di sangue. Ma era troppo tardi. Le due donne sono state arrestate. Si cerca inoltre di identificare un terzo uomo che le avrebbe aiutate.
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A Genova, nel quartiere di Quezzi, un neonato è morto dopo una circoncisione  praticata in casa, per ragioni culturali, da un uomo non ancora identificato. Nell'abitazione c'erano la mamma, Maria Aneton, e la nonna, Katerine Aigbidion, entrambe nigeriane.

 

Dopo essere state interrogate, le due donne sono state arrestate. La circoncisione sarebbe avvenuta con l'aiuto di una terza persona nella giornata di ieri. Infatti, un terzo uomo, accusato di essere l'autore materiale della circoncisione, è stato fermato a Ventimiglia, da dove stava fuggendo per andare oltre il confine.

 

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Madre e nonna, che hanno spiegato di avere praticato la circoncisione al neonato per ragioni culturali, hanno chiamato il 118 solo quando hanno capito di non poter tamponare il flusso di sangue. Ma era troppo tardi.

 

La madre, 25 anni, disperata per la morte del figlio, ha dichiarato: «Amavo mio figlio più della mia stessa vita». Il padre del bambino si trovava all'estero per al momento dell'accaduto. Una volta giunto sul luogo il personale medico-sanitario del 118, non si è potuto fare altro che constatare il decesso.

 

La polizia ha trovato nella casa pannolini pieni di sangue. Per individuare chi era l'uomo che ha aiutato le due donne, sono stati controllati tutti i numeri di telefono presenti sui loro cellulari.

 

Attualmente il fascicolo aperto dal pm parla di omicidio preterintenzionale contro ignoti, anche se mamma e nonna sono le prime indagate.

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L'episodio è accaduto una decina di giorni dopo un altro caso che si era verificato in provincia di Reggio Emilia, a Scandiano. Un bambino di cinque mesi era morto in casa in seguito a una circoncisione praticata dai genitori. 
Nel dicembre dello scorso anno invece, un bimbo nigeriano era morto a Monterotondo, vicino a Roma, dopo una circoncisione fatta in casa. Il fratellino circonciso insieme a lui era finito in ospedale.

Inserire la circoncisione rituale nei Lea

L'appello viene dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo): "Inserire la circoncisione rituale nei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) o, in subordine, approvare una legge ad hoc affinché sia accessibile a chi la richiede in strutture pubbliche e private, nei primi mesi di vita del bambino, e a costi calmierati".

 

“La situazione sta diventando drammatica – ha commentato il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli -. L’unica soluzione possibile è dare a tutte le famiglie presenti in Italia la possibilità di effettuare questo vero e proprio intervento chirurgico in ambiente sterile e per mano di personale qualificato, chirurghi e anestesisti pediatrici, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pagando un ticket”.

 

 

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