Maternità e lavoro

Genova, l'Istituto italiano di tecnologia promuove la maternità

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17 Ottobre 2014
L’Istituto italiano di tecnologia di Genova ha lanciato il progetto “stop the clock for maternity”: una proroga dei contratti delle ricercatrici per un periodo pari al congedo maternità. Un modo per evitare che la scienziata-mamma venga penalizzata
 
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Mentre negli Stati Uniti due big della Silicon Valley come Apple e Facebook offrono al personale femminile un programma di congelamento degli ovuli per non “bloccare” con la maternità carriere promettenti, in Italia succede esattamente il contrario: all’Istituto italiano di tecnologia di Genova (nato con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione in ambito scientifico e tecnologico) la maternità viene premiata.

 

Succede grazie al programma “stop the clock for maternity” (fermare l'orologio per la maternità) che dopo una fase transitoria iniziata a fine 2013 dal 2015 entrerà a regime all'interno della tenure track, cioè del percorso di carriera degli scienziati secondo un modello utilizzato in ambito accademico a livello internazionale. (Cerco un figlio: tante donne si scambiano consigli nel forum)

 

In pratica, gli studiosi che entrano all'Iit ottengono una sorta di “contratto a progetto” a tempo determinato (per un massimo di 10 anni) durante il quali vengono valutati i risultati raggiunti durante ogni anno del percorso, per arrivare alla fine (se tutte le verifiche sono state positive) all’assunzione a tempo indeterminato.

 

Se durante questo periodo una ricercatrice diventa mamma, durante il periodo di congedo parentale difficilmente potrà raggiungere tutti gli obiettivi prefissati: il contratto viene allora prorogato per un tempo pari a quello del congedo per dar modo alla scienziata-mamma di mettersi in pari senza essere penalizzata. (Leggi anche Maternità e lavoro, i diritti della mamma)

 

L'obiettivo, spiegano all’Istituto, è quello di promuovere una “gender policy specifica” (cioè una politica di pari opportunità) in grado di equilibrare i risultati ma anche di incentivare le maternità: nell’ultimo triennio questa pratica ha infatti favorito 51 maternità su una popolazione di 250 ricercatrici. (Guarda anche Congedo maternità, come richiederlo e chi paga

 

 

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