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Giocattoli smart per bambini: attenzione agli acquisti

Di Nicolò De Rosa
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15 dicembre 2016
L'Ufficio Europero delle Unioni dei Consumatori ha denunciato chiare violazioni alla privacy e comportamenti scorretti da parte di alcune industrie di giocattoli: i loro Smart Toy, dotati di microfoni e telecamere, potrebbero fare da "spia".

Le potenzialità tecnologiche dei giocattoli di ultima generazione sono sbalorditive, talvolta ben più di quanto noi stessi vorremmo. Oltre a interagire, muoversi e parlare infatti, alcuni di questi Smart Toys sono in grado anche di raccogliere informazioni personali a scopo commerciale!

 

 

Smart Toy... fin troppo "smart"!

 

L'allarme arriva dall'Ufficio Europeo delle Unioni dei Consumatori (BEUC) e dall’Electronic Privacy Information Center (EPIC), i quali, sulle basi di precedenti denunce presentate alla Commissione federale per il Commercio statunitense, hanno segnalato come alcuni giocattoli dotati di microfoni sempre in funzione consentano a terzi non autorizzati di intercettare informazioni personali e registrare le conversazioni (soprattutto quelle dei nostri figli!).

 

In particolare l'attacco è rivolto a due prodotti di punta dell'americana Genesis Toys: la bambola My Friend Cayla e il robot i-Que, quest'ultimo addirittura fornito di telecamera costantemente accesa.

 

Entrambi i giocattoli non sono in vendita sugli scaffali italiani, ma possono facilmente essere reperiti on-line.

 

Ulteriore pericolo, oltre alla spiacevole condizione di venire monitorati da aziende che poi useranno le informazioni ottenute per bombardarci di pubblicità mirata, risiede nel fatto che i sistemi di comunicazione di simili giocattoli non sono muniti di adeguate protezioni: chiunque abbia una minima competenza informatica può infatti accedere facilmente ai dispositivi Bluetooth e spiare tutto ciò che accade intorno al giocattolo.

 

 

Come può accadere tutto ciò?

 

L'inghippo è nella licenza d'uso. Tra le chilometriche condizioni d'uso, quelle che nessuno legge mai, vi è una nota in cui si afferma che i termini d'utilizzo possono essere cambiati senza preavviso e che i dati personali raccolti dalla Nuance Communications (la ditta che che fornisce i sensori di riconoscimento vocale) possono essere usati a scopo pubblicitario e condivisi con altre aziende (come la Genesis Toys o lo stesso Google).

 

I genitori insomma dovrebbero guardare ogni giorno la pagina web della compagnia per rimanere aggiornati su eventuali sviluppi.

 

Ovviamente non tutti i giocattoli intelligenti sono delle potenziali "talpe", ma è sempre bene controllare la condotta delle case produttrici e appurarne la trasparenza.

 

FONTE: Epic.org, Beuc.