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Miopia

Giornata Mondiale della vista: giovani sempre più miopi e la colpa è (anche) della tecnologia

Di Niccolò De Rosa
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09 Ottobre 2018
In Italia 15 milioni di persone sono miopi e ben due bambini su dieci soffrono di un sensibile abbassamento della vista già prima dei 15 anni d'età. Le cause di un simile aumento? Vita al chiuso e troppo tempo passato davanti a schermi luminosi

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Il Bel Paese è sempre più miope e la vita sedentaria passata a far scorrere gli occhi davanti allo schermo di uno smartphone o un pc sta peggiorando notevolmente la situazione.

 

L'allarme arriva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i cui esperti, in occasione della Giornata Mondiale della Vista del prossimo 11 novembre, 

hanno calcolato l'esistenza di 253 milioni di disabili visivi nel mondo, di cui 217 milioni di ipovedenti e 36 milioni di ciechi.

 

Di questa sempre più vasta popolazione con problemi di vista, tra i miopi ben 15 milioni sono italiani e la tendenza appare in costante aumento, soprattutto tra i più giovani: due ragazzi su dieci infatti inizia ad accusare i primi problemi di vista già prima dei 15 anni.

 

Secondo le previsioni di uno studio australiano pubblicato sulla rivista Ophthalmology, inoltre, nel 2050 la cose potrebbero precipitare ulteriormente, con addirittura il 50% dell’intera umanità a soffrire di miopia.

 

Le cause

Il motivo di un simile peggioramento, che in base alle statistiche interessa maggiormente la popolazione femminile, è presto detto.

 

I nostri ragazzi infatti passano sempre più tempo in luoghi chiusi - e spesso scarsamente illuminati - a smanettare su computer, tablet o smartphone. 

Questa è un'attività davvero deleteria per gli occhi e può facilmente portare a frequenti mal di testa e/o provare un certo fastidio di fronte alle forti fonti luminose.

 

 

Gli accorgimenti

  • almeno un'ora al giorno all'aria aperta
  • gli occhi almeno a 30 cm di distanza dalla fonte di lettura

 

«L'ideale sarebbe far stare almeno un'ora al giorno i bimbi all'aria aperta - spiega Grazia Pertile, direttrice dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negar (Verona) - perché questo costringe l'occhio a utilizzare anche il campo visivo periferico, cosa molto importante, considerando che passano 6-8 ore al chiuso sui banchi di scuola»

 

Importante anche agire su tempi e modalità d'utilizzo dei vari device tecnologici: gli esperti infatti consigliano non solo di ridurre - nei limiti del possibile - il tempo trascorso a sforzare gli occhi, ma anche di accertarsi di posizionare gli occhi ad almeno 30 cm di distanza dalla fonte di lettura, che può essere uno schermo così come una ben più tradizionale pagina cartacea.