Scuola

Gran Bretagna: a Manchester aprirà la prima scuola per ragazzi gay

Di Caterina Belloni
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20 Gennaio 2015
Un mese fa a Manchester si è suicidata una ragazza di 14 anni perché non aveva il coraggio di dire ai genitori che era lesbica. Da lì il progetto di creare una scuola per ragazzi che faticano a trovare la loro identità e spesso si sentono esclusi o braccati dai coetanei
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La prima scuola britannica destinata a ragazzi gay aprirà nel giro di tre anni, per aiutare a crescere serenamente adolescenti che faticano a trovare la loro identità e spesso si sentono esclusi o braccati dai coetanei.

 

Sarà una scuola secondaria di primo grado statale, che in Gran Bretagna riguarda gli alunni da 11 a 16 anni. Ospiterà 40 allievi a tempo pieno e una ventina part time, perché continueranno anche a seguire una scuola tradizionale.

 

Il nuovo istituto sarà aperto a Manchester, cioè nella città dove appena un mese fa una 14enne si è suicidata perché aveva paura di confessare ai suoi genitori che era lesbica.

 

Di storie simili con un finale tragico, purtroppo, se ne contano diverse in Gran Bretagna, al punto da convincere alla mobilitazione Amelie Lee, responsabile della Lgbt Youth North West, un'associazione che si occupa di aiutare lesbiche, gay, bisessuali e transgender in giovane età.

 

“A dispetto delle leggi varate contro l’omofobia, in molti ambiti e soprattutto nelle scuole i ragazzi che scoprono di avere questa inclinazione vengono isolati o sottoposti a bullismo” racconta. Per questo si è deciso di creare uno spazio di studio e crescita dedicato a loro, che non sarà un’enclave ma un luogo pensato per salvare delle vite.

 

Come ha dichiarato Amelia Lee al Guardian, non si tratta di separare questi giovani dal mondo reale. “Noi abbiamo 9mila studenti all’anno, che vengono seguiti da mille insegnanti nel processo di educazione che riguarda la loro omosessualità – sottolinea - ma uno spazio dedicato come questo potrebbe rivelarsi fondamentale”.

 

A scuola i ragazzi studieranno le materie tradizionali ma seguiranno anche lezioni di autostima. Soprattutto non si sentiranno mai esclusi. Secondo chi l’ha progettata la scuola sperimentale di Manchester, che verrà sostenuta economicamente dalle associazioni di volontariato e con fondi del governo, potrebbe diventare un prototipo da copiare anche in altre zone.

 

Ma l’idea della Lgbt sta suscitando anche parecchie perplessità in Gran Bretagna. Secondo esponenti politici vicini alla destra l’istituto diventerebbe una sorta di ghetto e non avrebbe alcun impatto positivo sulle altre scuole britanniche. Soprattutto per l’Ukip l’integrazione va cercata in un altro modo. Secondo loro chiudere gli studenti gay in uno spazio speciale non servirà a contrastare l’omofobia.