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Gruppi WhatsApp: il galateo per i genitori in 10 regole

Di Giorgia Fanari
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03 Gennaio 2017 | Aggiornato il 28 Dicembre 2017
Come comportarsi quando si comunica via WhatsApp con altri genitori? Attenzione alla "netiquette": ecco i 10 consigli della Social Media Manager Letizia Palmisano.

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Non c’è niente di più facile e veloce di un gruppo WhatsApp per tenere i contatti tra genitori. Eppure bisogna fare attenzione e tenere a mente sempre la cosiddetta “netiquette”, cioè le regole (non scritte) del galateo web. A darci qualche suggerimento utile per non fare brutte figure e uscire indenni dal mondo social è Letizia Palmisano, giornalista, mamma e autrice dell'e-book "I social network per gli eventi" scaricabile gratuitamente ed edito da Green Tandem.

 

1. Ricordate sempre qual è la funzione dei gruppi WhatsApp 
«I Gruppi WhatsApp normalmente nascono con la prima assemblea dei genitori di una classe con un nobile intento: permettere di scambiarsi, in maniera immediata e di fatto a costo zero, informazioni utili su ciò che riguarda la scuola e, per l’esattezza, sulla classe dei figli».
 


«Se utilizzati correttamente per tali finalità, sono strumenti insostituibili. Ad esempio, sono molti i genitori che non riescono ad accompagnare o ad andare a prendere i figli a scuola con regolarità o che, a causa del lavoro, sono spesso di fretta. Attraverso i gruppi possono invece venire a conoscenza di informazioni di ordinaria amministrazione (come il giorno dell’assemblea, il menù scolastico, una comunicazione alle famiglie, decidere chi-porta-cosa alla festa di Natale) o essere avvisati in casi di emergenza».
 

«Immaginiamo che si rompa il riscaldamento o che si rinvenga il passaggio di topi nella scuola: sono situazioni in cui, a volte, si richiede di andare a prendere immediatamente i bambini a scuola. Attraverso un veloce messaggio tramite WhatsApp si può avvisare velocemente gran parte dei genitori. I coordinatori (di classe e/o dei gruppi) possono segnalare agli insegnanti chi ha dato una risposta, limitando il numero delle telefonate da fare alla ricerca del genitore, del nonno o babysitter, riducendo così i tempi di intervento».

 

2. Impostate l’immagine del vostro profilo 
«Potrebbe sembrare una banalità ma una delle prime cose da fare su WhatsApp è impostare il proprio profilo con il proprio nome e con una foto personale, cosa da essere “riconoscibili” anche offline».

 

3. Presentatevi sul gruppo
«Spesso molti genitori non riescono ad accompagnare e riprendere i figli a scuola, se non saltuariamente. Quindi raramente si hanno i numeri degli altri genitori e solitamente ci si identifica come la mamma o il papà di Bruno, Sofia, Giulia e così via. Quando si è inseriti in un gruppo, potrebbe essere buona norma, la prima volta che si interviene, presentarsi con il proprio nome e indicando di chi si è il genitore. Successivamente, per comunicazioni importanti, potrebbe essere utile scrivere il proprio nome in firma. Difficilmente infatti le persone memorizzano sul proprio smartphone tutti i nomi dei componenti del gruppo».

 

4Orari e notifiche

«È buona norma mandare messaggi in orari "da ufficio" evitando quindi ore notturne perché non tutti i genitori chiudono il cellulare. Personalmente, ho tolto la suoneria ai gruppi ma leggo i messaggi con una frequenza regolare».

 

5. Evitate l’effetto boomerang

«Non bisogna utilizzare WhatsApp con un uso difforme da quello informativo e/o comunicativo, altrimenti, soprattutto nel caso dei gruppi, lo strumento può diventare un boomerang e divenire inefficace. Se il gruppo diviene un luogo di spam, i messaggi importanti si perderanno, annacquati dalla massa di contenuti inutili, e molti genitori saranno portati a non leggere più con attenzione ciò che viene diffuso».

 

6. Non condividete bufale e contenuti non attinenti
«Sono quindi da evitare contenuti non attinenti, a partire dalla bufale che spesso hanno scritto all’interno un appello di “condividere tra i contatti”, il che comporta spesso la cattiva pratica di spammare il post su tutti i canali social e su WhatsApp senza controllare la fonte, generando spesso inutile allarmismo. Anche i contenuti “veri” ma non in linea con le finalità del gruppo sono da evitare. Qui per distinguerli occorre buon senso: la locandina dello spettacolo teatrale per bambini di 3 anni vicino la scuola potrebbe essere a tema, dire che si è mangiato benissimo a un agriturismo fuori città postando il link molto meno. È poi opportuno inviare solo messaggi testuali e non audio».

 

7. Attenzione a video e immagini "off topic"
«Ricordarsi poi che è un gruppo nato con una finalità precisa: le informazioni riguardanti la scuola o la classe. Non è quindi opportuno inviare immagini e video che, per quanto simpatici o toccanti, sarebbero off topic».

 

8. Non servono 100 messaggi di ringraziamento: limitateli!
«Anche i messaggi di ringraziamento, per quanto sempre graditi, dovrebbero essere molto limitati o mandati direttamente. Ipotizziamo che venga diffusa una informazione utile: se 20 (e più genitori) dovessero ringraziare e chi viene ringraziato replicare a sua volta, ciò sortirebbe l’effetto spam».

 

9. Ricordate che il gruppo non è una chat privata 
«I messaggi rivolti solo a un numero limitato di genitori dovrebbero essere fatti esternamente (come ad esempio pubblicare nel gruppo una ricetta perché, parlando fuori scuola, un’altra mamma ce l’ha chiesta), dal vivo o con un messaggio diretto».

 

10. Evitate di litigare

«Rispettare questi punti aiuta anche a evitare (o almeno ridurre) le incomprensioni. Se, nonostante i buoni propositi, alcuni partecipanti al gruppo iniziassero a litigare tra loro, è buona norma per gli altri genitori non "alimentare la valanga". Chiunque, anzi, può chiamare al telefono o mandare messaggi privati a uno o entrambi i genitori per cercare di mediare e suggerire di non affrontare nel gruppo il diverbio. Appena può, il moderatore del gruppo e/o il rappresentante di classe dovrebbe intervenire ricordando che il gruppo non è certo il luogo adatto per un litigio e invitando i litiganti a parlarne fuori dal gruppo (con toni civili). Sperando che ciò basti a riportare la calma nel gruppo. A mali estremi e proprio come ultima ipotesi, ove i litigi continuassero rendendo invivibile il gruppo, si potrebbe prendere in con considerazione la sospensione (magari temporanea) della partecipazione di alcuni genitori dal gruppo. Ma ci auguriamo che, seguendo il galateo, questa rimanga una ipotesi molto remota».