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"Hope": la storia del bimbo creduto stregone e salvato da una cooperante danese

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18 Febbraio 2016
Sud della Nigeria. Un bimbo di due anni e una cooperante danese nella stessa foto. Lei gli offre un sorso d'acqua. Lui è nudo, sporco e pelle e ossa. Il bimbo "Hope" è stato abbandonato a un anno di vita per le strade del suo paese perché la sua famiglia lo riteneva uno stregone. Nel giro di poche ore la foto ha fatto il giro del web ed è stato raccolto un milione di dollari in donazioni.
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Un bimbo di due anni. Sporco, magro, con la pancia gonfia. E una cooperante danese che vive in Africa, Anja Ringgren Loven, che gli offre un sorso d'acqua da una bottiglia. Lui reclina la testa e si attacca voracemente.

 

Questa immagine toccante è stata scattata a Akwa Ibom, cittadina di Uyo, sud della Nigeria. E sta girando ovunque negli ultimi giorni tra web e social network. Una foto che ha fatto il giro del mondo e che ha raccolto un milioni di donazioni. A riceverle l'African Children's Aid Educational and Development Foundation, una Ong danese a difesa dei bimbi della quale Anja fa parte.

| Credits: Facebook

 

Il bimbo è stato chiamato "Hope", speranza in inglese, ed è stato abbandonato dalla sua famiglia a un anno di vita perché creduto uno stregone. Hope non è l'unico ad aver subito un simile trattamento. Si stima infatti che in Nigeria siano circa 15mila i bimbi che ogni anno vengono abbandonati per questa ragione. In Congo sono quasi 25mila.

 

Il bimbo ha vissuto per otto mesi vagabondando e nutrendosi di scarti che gli venivano lasciati per strada. Dopo essere stato trovato da Anja, ecco com'è ora.

 

 
Hope in una foto pubblicata il 12 febbraio | Credits: Facebook