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I bambini che pensano di potercela fare hanno risultati migliori in matematica

Di Sara De Giorgi
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20 dicembre 2019
In base a quanto sostiene un nuovo studio olandese, incoraggiare i bambini con scarsa autostima a rivolgere parole incoraggianti a se stessi (come "Farò del mio meglio!") potrebbe migliorare il loro profitto scolastico in matematica.

 

"Farò del mio meglio!". I bimbi che usano parole per incoraggiarsi da soli hanno risultati migliori a scuola

 

La ricerca pubblicata su "Child Development"

In genere, i bambini che hanno una cattiva reputazione di se stessi non hanno buoni risultati a scuola. Secondo un nuovo studio olandese, incoraggiare i bambini con scarsa autostima a rivolgere parole favorevoli e incoraggianti a se stessi (come "Farò del mio meglio!", "Posso riuscirci") potrebbe migliorare il loro profitto scolastico.

 

Infatti, in base ai risultati della ricerca, i bimbi impegnati in questo tipo di "conversazioni personali" hanno migliorato le loro prestazioni in matematica, ma solo quando il discorso interiore si è concentrato sullo "sforzo" e non sull'abilità.

 

Lo studio, pubblicato su Child Development, è stato condotto da ricercatori dell'Università di Utrecht, dell'Università di Scienze applicate di Leiden, dell'Università di Amsterdam e dell'Università di Southampton.

 

«Ai genitori e agli insegnanti viene spesso consigliato di incoraggiare i bambini a ripetere affermazioni positive in momenti stressanti», ha detto Sander Thomaes, professore di psicologia all'università di Utrecht, che ha guidato lo studio. «Ma fino ad ora, non c'era una conferma del fatto che ciò favorisse effettivamente i risultati dei bambini. Dopo lo studio abbiamo scoperto che i bambini con scarsa autostima possono migliorare le loro prestazioni attraverso un dialogo interiore focalizzato sullo sforzo. Si tratta di una strategia di autoregolazione che i bambini possono fare da soli ogni giorno».

 

Migliori in matematica se concentrati sullo sforzo

 

La chiave è credere di potercela fare

I ricercatori hanno esaminato 212 bambini (di età compresa tra 9 e 13 anni) nelle scuole delle comunità (classe media) nei Paesi Bassi. Hanno scelto questa età perché nella tarda infanzia le percezioni negative circa le competenze scolastiche diventano prevalenti. Inoltre ai bambini è stato chiesto di fare un test di matematica soprattutto perché le prestazioni matematiche sono spesso compromesse da credenze negative sulla propria capacità.

 

I bambini hanno prima riferito ai ricercatori le loro convinzioni sulla loro competenza in matematica. Pochi giorni dopo, hanno lavorato nelle loro classi alla prima parte di un test di matematica standardizzato. Immediatamente dopo, hanno preso parte in silenzio ai discorsi incentrati sullo sforzo (ripetendo ad es. "Farò del mio meglio!") e ai discorsi incentrati sull'abilità ("Sono molto bravo in questo!"), ecc. Successivamente, hanno completato la seconda metà del test di matematica.

 

È emerso che i bambini che hanno preso parte al dialogo interiore focalizzato sullo sforzo hanno migliorato le loro prestazioni nel test rispetto ai bambini che non si sono impegnati in un dialogo interiore focalizzato sullo sforzo. I benefici del dialogo interiore sono stati particolarmente spiccati tra i bambini che possedevano credenze negative sulla loro competenza. Al contrario, i bambini che si sono impegnati in conversazioni personali focalizzate sull'abilità non hanno migliorato i loro punteggi in matematica, indipendentemente dalle loro convinzioni sulla loro competenza.

 

«Il nostro studio ha scoperto che le prestazioni matematiche dei bambini con scarsa fiducia in se stessi divengono migliori quando i piccoli si ripetono che faranno uno sforzo», spiega Eddie Brummelman, professore presso l'Università di Amsterdam, coautore dello studio. «La chiacchierata sullo sforzo è la chiave».