Emozioni

I bebè sanno riconoscere le emozioni?

Di Niccolò De Rosa
sorriso-bebe
20 Aprile 2018
I bimbi sotto l'anno di vita sono perfettamente in grado di distinguere le emozioni. Ma sanno anche associarle al loro vero significato? Uno studio dell'Università di Ginevrà dice di sì
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I bebè sanno fin troppo bene come comunicare i loro stati d'animo.

Prodighi sia di sorrisoni che di pianti disperati, i neonati non hanno alcun problema a farci sapere se tutto stia filando liscio o meno.

Ma vale anche al contrario? I piccoli sono in grado di riconoscere le emozioni degli adulti?

 

A rispondere a questo quesito ci ha pensato una ricerca dell'Università di Ginevra (UNIGE), la quale ha analizzato le reazioni di alcuni bebè per comprendere se questi fossero effettivamente capaci di associare le emozioni al loro reale significato, o se piuttosto si limitassero a distinguere le caratteristiche espressive e vocali dei vari stati d'animo.

 

L'esperimento

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, si è svolto al Geneva Lab secondo due fasi principali.

In un primo momento i piccoli partecipanti venivano posti di fronte ad uno schermo nero ad ascoltare una voce neutra, felice o arrabbiata per una durata totale di 20 secondi. Successivamente, ai bebè venivano mostrate per 10 secondi delle immagini che ritraevano adulti in preda ad una chiara emozione (rabbia o felicità).

Durante questa fase, gli occhi dei bambini erano costantemente monitorati con la tecnica dell'eye tracking per capire con certezza per quanto e verso cosa si sarebbe soffermato il loro sguardo.

 

Secondo gli autori, se i bambini avessero guardato i volti felici o arrabbiati allo stesso modo, non sarebbe stato possibile cogliere alcuna differenza.

 

«Invece - ha spiegato Amaya Palama, ricercatrice del BabyLab - se avessero guardato una faccia molto più a lungo dell’altra, avremmo potuto affermare che sono in grado di individuare una differenza tra i due volti».

 

 

A verificarsi è stato il secondo caso.

Infatti, dopo aver ascoltato per 20 secondi una voce felice, i bambini tendevano a soffermarsi più a lungo di fronte alle foto che esprimevano rabbia.

Questo avveniva perché i piccoli rimanevano sorpresi dall'accostamento e ciò ha permesso agli studiosi di affermare con certezza che anche dopo solo 6 mesi di vita, i bambini sono perfettamente in grado di elaborare le informazioni percepite (sia visive che uditive) e dunque riconoscere i vari stati d'animo.