Infibulazione

Il 6 febbraio è la "Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili"

Di Sara De Giorgi
bimbaafricana
06 Febbraio 2018
Il 6 febbraio è la "Giornata Mondiale della Tolleranza Zero nei confronti delle mutilazioni genitali femminili" istituita dall'Onu. Purtroppo, secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, attualmente nel mondo ci sono circa 200 milioni di donne che hanno subito mutilazioni genitali e tre milioni di ragazze che rischiano di subirle ogni anno. Per fortuna a livello globale, la diffusione è scesa di circa un quarto dal 2000 grazie all'impegno di governi e Ong.
Facebook Twitter More

Secondo i dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) attualmente nel mondo ci sono circa 200 milioni di donne che hanno subito mutilazioni genitali. Ma non solo, ci sono anche tre milioni di ragazze che rischiano di subirle ogni anno. Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale della Tolleranza Zero nei confronti delle mutilazioni genitali femminili, istituita dalle Nazioni Unite.

 

Mutilazioni genitali femminili: cosa sono? 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito le mutilazioni genitali femminili (MGF) come “forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche”.

 

Le MGF rappresentano un atto traumatico e hanno gravi conseguenze sulla salute fisica, psichica e sessuale delle bambine e delle giovani ragazze che le subiscono.

 

Ti potrebbe interessare anche: La violenza contro le donne spiegata ai ragazzi e alle ragazze 

 

Dati e statistiche

 

L'OMS sottolinea che le mutilazioni avvengono in prevalenza sotto i 15 anni, e sono concentrate soprattutto in 30 Paesi di Africa, Medio Oriente e Asia. Per fortuna, secondo le statistiche, negli ultimi decenni la cifra è in calo, anche se tra il 2014 e il 2016 c'è stato un rialzo delle stime in Indonesia.

 

"L'infibulazione è un atto violento che causa infezioni, malattie, complicazioni durante il parto e anche la morte; una pratica crudele che infligge danni emotivi duraturi nel tempo, perpetrati sui più vulnerabili e i meno potenti della società. Ma le mutilazioni genitali femminili rappresentano anche qualcosa che può essere fermato", ha detto il direttore generale UNICEF, Henrietta H. Fore.

 

Leggi anche: Violenza in sala parto, la subisce il 21% delle donne

 

Unicef e Nazioni Unite insieme nella lotta alle mutilazioni genitali

 

Natalia Kanem, direttore generale UNFPA, ha dichiarato che "nei Paesi in cui l'UNFPA e l'UNICEF lavorano insieme per porre fine alle mutilazioni genitali femminili, le ragazze oggi hanno meno di un terzo delle probabilità di essere sottoposte a questa tremenda pratica rispetto al 1997. Dal 2008 oltre 25 milioni di persone in circa 18 mila comunità in 15 Paesi hanno pubblicamente ripudiato questa pratica. Nel mondo la diffusione è declinata di circa un quarto dal 2000".

 

Tolleranza zero nei confronti della FGM

 

Occorre continuare a promuovere il cambiamento, senza nessun tipo di tregua. Infine, Kanem continua: "Nessuno trae vantaggi economici o sociali in società diseguali in cui questo tipo di violenza contro le ragazze è accettata. Ma per fortuna sappiamo come cambiare tutto questo".