Vaccinazioni

Il Codacons contro i vaccini. Gli esperti non ci stanno

Di Valentina Murelli
vaccinazionebambini
25 Ottobre 2016
Il Codacons ha annunciato una serie di azioni legali relative ai vaccini. Abbiamo chiesto il parere a Pierluigi Lopalco, professore di igiene all'Università di Pisa e già coordinatore delle strategie vaccinali per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e ad altri esperti.

 
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Il Codacons, un'associazione di consumatori, ha dichiarato guerra ai vaccini.

Lo ha fatto nei giorni scorsi con una triplice azione legale, che comprende l'avvio di una class action per le famiglie che segnalano di aver subito danni da vaccino, un ricorso al Tar contro il nuovo Piano nazionale vaccini, sulla base di una presunta questione di sicurezza degli stessi, e una denuncia contro il presidente dell'Istituto superiore di sanità (ISS) Walter Ricciardi, accusato di procurato allarme.

 

Il tutto senza risparmiare critiche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che negli stessi giorni ha ribadito l'importanza delle vaccinazioni, "essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre malattie, debellate negli anni passati". Definendo "sconsiderato" chi vi si oppone.

 

Abbiamo chiesto un commento sulla vicenda - e su alcuni suoi precedenti - a Pierluigi Lopalco, professore di igiene all'Università di Pisa e già coordinatore delle strategie vaccinali per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e ad altri esperti.

 

Il precedente: la battaglia contro l'esavalente


Già dal 2011 il Codacons ha i fari puntati sui vaccini. O, meglio, contro i vaccini e in particolare il cosiddetto esavalente, diretto contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B. Il punto della questione è che, secondo la legge, solo quattro dei vaccini di questa formulazione a sei (difterite, tetano, polio ed epatite B) sono obbligatori, mentre gli altri sono "solo" raccomandati.

 

Secondo il Codacons, costringere le famiglie a sottoporre i propri figli al vaccino esavalente sarebbe dunque una "violenza", una limitazione della libertà di chi vorrebbe fare solo i quattro vaccini obbligatori. E anche uno spreco di soldi pubblici, considerato che l'esavalente è più costoso della somma dei singoli vaccini. Così, da anni l'associazione si batte a favore della messa in commercio di vaccini singoli tra i quali poter scegliere.

 

Per Pierluigi Lopalco, però, tutto ciò ha poco senso. "È vero: esistono vecchie leggi che distinguono tra vaccinazioni obbligatorie e volontarie - e che per altro prevedono sanzioni per chi non si sottopone a quelle obbligatorie - ma ormai è una distinzione solo formale, superata dalle nuove riforme sanitarie. Anche le sanzioni non vengono praticamente mai applicate".

 

Il punto è che il Sistema sanitario nazionale stabilisce un elenco di prestazioni che, per varie ragioni, ha senso fornire ai propri cittadini gratis o dietro pagamento di un ticket. Sono i cosiddetti Livelli essenziali di assistenza (Lea) e comprendono anche tutte le vaccinazioni che - obbligatorie o meno - sono ritenute la migliore misura di protezione di sanità pubblica disponibile. "Il vaccino esavalente è oggi considerato a livello internazionale una validissima strategia di protezione contro una serie di malattie infettive importanti" ribadisce il professore. Tanto che è ampiamente utilizzato in tutto il mondo, a eccezione dei paesi che, purtroppo, non possono permetterselo. "Che contenga vaccini un tempo distinti tra obbligatori e raccomandati oggi è del tutto irrilevante. Funziona, protegge ed è sicuro. Punto".


"Peraltro - prosegue Lopalco - mi chiedo come potremmo giustificare la scelta di dover fare più punture - causando dunque più disagio - a un bambino di due o tre mesi (il primo momento in cui si effettuano queste vaccinazioni) quando la tecnologia ci permette di farne una sola".

 

Le nuove battaglie del Codacons: la class action per le famiglie che denunciano danni da vaccini


Tutto è cominciato con il film Vaxxed, diretto dal medico inglese Andrew Wakefield, autore della frode scientifica che alla fine degli anni Novanta ha portato all'ipotesi di un'associazione tra vaccini e autismo. Smentita poi dai risultati di una mole impressionante di studi scientifici condotti in tutto il mondo per studiare attentamente la questione.

 

Il Codacons ha promosso e sta promuovendo la proiezione del discusso film (bocciato su tutta la linea dalla comunità scientifica internazionale) e dichiara di aver già ricevuto, a seguito di queste proiezioni, "centinaia di segnalazioni da parte di famiglie che denunciano danni e patologie di vario tipo insorte a seguito della somministrazione di vaccini". Segnalazioni che, sottolinea l'associazione, ovviamente andranno verificate in modo scrupoloso ma che nei casi di possibili legami confluiranno in una class action contro il Ministero della salute. E a supporto di questa prospettiva, il Codacons cita "le numerose sentenze favorevoli già ottenute in Italia a tutela di soggetti danneggiati da vaccino, i quali hanno ottenuto risarcimenti dallo Stato".

 

Sulle "centinaia di segnalazioni" - un numero enorme, a fronte del fatto che tipicamente gli esperti indicano come rari o molto rari gli effetti collaterali gravi dei vaccini - Lopalco non si stupisce: "Se chiediamo a 100 famiglie con un bambino che tra sei mesi e due anni di vita ha cominciato a mostrare i sintomi di qualche grave danno neurologico quanti di loro siano stati vaccinati, otterremo cifre altissime. Il 90- 95% dei bambini probabilmente lo è stato e per genitori che si trovano in una situazione di stress e dolore è normale chiedersi se in tutto questo il vaccino possa avere avuto un ruolo".

 

"Però attenzione: anche se chiedessimo quanti bambini sono stati allattati al seno, o quanti hanno ricevuto un bacio dalla nonna prima di mostrare qualche problema otterremmo risposte di questo tenore. Il punto è capire se questa correlazione abbia un rapporto causa-effetto, e tutti i dati a disposizione ci dicono che nella grandissima maggioranza dei casi non ce l'ha".

 

Insiste il professore: "Io capisco perfettamente la disperazione di un genitore, e il suo desiderio di trovare un responsabile, ma non posso in alcun modo giustificare chi fa leva su questa disperazione per insinuare un dubbio del tutto privo di fondamento scientifico. Questo è un comportamento immorale e anche irresponsabile, perché costringe la comunità scientifica a concentrarsi su aspetti ormai considerati irrilevanti trascurando invece i problemi veri. Abbiamo speso tantissimi soldi per continuare a indagare sul rapporto tra vaccini e autismo, anche quando ormai sapevamo che non c'era, deviando risorse che potevano essere impiegate per cercare di capire meglio le vere cause dell'autismo".

 

 

Quanto alle sentenze favorevoli già ottenute in Italia a tutela di soggetti danneggiati da vaccino, Lopalco tiene a ricordare che "le sentenze si riferiscono a verità processuali, non a verità scientifiche". In altre parole, il fatto che un giudice emetta una sentenza non la rende automaticamente valida anche da un punto di vista scientifico. "Nelle sue decisioni, un giudice dovrebbe attenersi a quanto stabilito dalla comunità scientifica internazionale, ma non è detto che questo accada sempre. Scienza e diritto parlano due linguaggi diversi, a volte c'è qualche problema di traduzione tra le due discipline" sottolinea Valentina Sellaroli, sostituto procuratore a Torino.

 

Il ricorso al Tar del Lazio per bloccare il nuovo Piano nazionale vaccini


In questo caso alla base dell'iniziativa ci sarebbe - a detta del Codacons - il fatto che in Italia i vaccini, per poter essere messi in commercio, non devono seguire l'iter rigorosissimo in termini di controlli e test di sicurezza che devono seguire gli altri farmaci.

 

 "Niente di più falso" tuona Lopalco. "Del resto i vaccini sono farmaci e quindi tutto il complesso iter di sviluppo, caratterizzazione e sperimentazione che deve essere seguito da qualsiasi farmaco si applica anche a loro. Ed è un iter che può durare anche un decennio" aggiunge Carlo Pini, direttore  del Centro Nazionale per la ricerca e la valutazione dei prodotti immunobiologici dell'Istituto Superiore di Sanità.


Tra tutti i farmaci, i vaccini sono quelli più controllati, anche perché venendo somministrati a persone sane, devono essere davvero supersicuri.

Vediamo qualche dettaglio: "Il primo punto, per un vaccino completamente nuovo, sono i test sugli animali" spiega Pini. "Se tutto va bene, si passa agli studi clinici, cioè sull'uomo, organizzati in diverse fasi: prima in piccoli gruppi di volontari e poi in gruppi sempre più ampi, che alla fine coinvolgono anche decine di migliaia di persone". Numeri più alti che con farmaci normali, perché si vuole essere sicuri che il prodotti non causi effetti collaterali rari, che un campione piccolo potrebbe non mettere in evidenza. "A questo punto tutti i dati disponibili sono organizzati in un dossier che viene esaminato dalle autorità di controllo, a livello europeo e nazionale, se siamo in Europa".


Tutto ciò vale per tutti i farmaci ma per i vaccini a questo punto c'è un passaggio in più: il controllo indipendente di ogni lotto di vaccino da parte di un laboratorio europeo prima della sua commercializzazione. E non è finita, perché a tutto questo si aggiunge la cosiddetta sorveglianza post marketing, cioè dopo l'arrivo sul mercato, molto attiva nel caso dei vaccini. "Ogni volta che si verifica un effetto collaterale, questo viene segnalato a un centro di sorveglianza nazionale, che lo trasmette a un analogo centro europeo" afferma Lopalco. A livello centrale, dunque, si raccolgono dati relativi a centinaia di milioni di dosi somministrate: se c'è un problema, con questi numeri emerge per forza. E se è il caso, il vaccino viene bloccato".


Ovviamente, tutto ciò non significa che non possono mai verificarsi problemi. "In medicina - come del resto nella vita - il rischio zero non esiste" sottolinea Pini. "Per questo l'ultimo parametro che va preso in considerazione è la cosiddetta valutazione del rapporto rischio-beneficio".

 

Nel caso dei vaccini autorizzati non c'è alcun dubbio che a fronte di un rischio bassissimo di reazioni avverse per i singoli ci siano comunque benefici enormi per la popolazione

Dunque nessuna base per l'ipotesi che i vaccini siano poco sicuri. E intanto la Fnomceo, Federazione degli ordini dei medici e degli odontoiatri ha già annunciato la resistenza al Tar contro il ricorso del Codacons sul Piano vaccinale.


La denuncia contro il Presidente dell'Istituto superiore di sanità


Ultimo punto della triplice azione del Codacons contro i vaccini è la presentazione di un esposto contro Walter Ricciardi, presidente dell'ISS, accusato di procurato allarme per aver dichiarato alcuni giorni fa che, a causa dalle mancate vaccinazioni che si stanno verificando nel nostro Paese, ci saranno “centinaia di casi di morbillo, con rischi di complicanze gravi e di morte in 1 caso su 10 mila”.

 

Ma davvero Ricciardi ha esagerato? Davvero sta facendo terrorismo psicologico.

"Al contrario - ribatte Lopalco - è stato addirittura troppo tenero". Il punto è che le conseguenze di questa tendenza a non vaccinare ci sono già. Per esempio, è di pochi giorni fa la notizia di un bimbo non vaccinato colpito da una meningite causata da Haemophilus influenzae b. "Ma questo tipo di meningite non si registrava più in Italia da oltre 20 anni. È gravissimo che si sia ripresentato".

 

Quanto al morbillo, Lopalco ricorda che dall'inizio dell'anno si sono verificati nel nostro paese ben 540 casi, e che secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la mortalità non è di un caso ogni 10 mila, ma addirittura di 1-3 casi ogni 1000, ed è più elevata nei bambini sotto i 5 anni e nelle persone immunocompomesse. Ancora, l'esperto cita il caso della Romania, dove quest'anno si è verificata un'epidemia che ha già causato tre morti.

 

"Ma non è solo questione di mortalità, puntualizza il professore. "Anche se non si muore si può andare incontro a conseguenze gravi come polmonite o encefalite, o addirittura gravissime come la panencefalite sclerosante subacuta, un'infiammazione generalizzata del cervello che può portare a danni neurologici e al decesso anche diversi mesi o anni dopo la malattia. E che si verifica in un caso ogni 100 mila".

 

 

Contro il Presidente della Repubblica


Nella sua battaglia contro i vaccini, il Codacons non ha risparmiato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nei giorni scorso si è apertamente schierato al fianco di questa pratica -  essenziale per debellare malattie pericolose ed evitare il ritorno di quelle già debellate - definendo "sconsiderato" chi invece rema contro. Per l'associazione dei consumatori sarebbe un'invasione di campo ingiustificata, perché le dichiarazioni di Mattarella esulerebbero dai suoi compiti istituzionali e dalle sue competenze.

 

Per il sostituto procuratore Sellaroli, però, le cose non stanno affatto così. "C'è in gioco un tema di salute pubblica di ampia rilevanza nazionale: non credo proprio che con queste dichiarazioni il Presidente sia andato al di fuori delle sue competenze". Pienamente d'accordo anche Lopalco: "Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione, che si occupa del diritto alla salute non solo dei singoli cittadini ma anche della collettività".

 

"Non possiamo nasconderci dietro a un dito: le vaccinazioni non valgono solo per i singoli ma hanno un'importantissima valenza sociale".

 

Chi rifiuta di vaccinarsi non mette a rischio solo sé stesso, ma anche chi - nella collettività - non può vaccinarsi, per esempio perché troppo piccolo o con disturbi del sistema immunitario.

Non solo: Lopalco ricorda che l'Italia, con altri Paesi europei, ha sottoscritto di fronte all'Organizzazione mondiale della sanità un impegno a eliminare morbillo e rosolia dalla regione europea e sta andando invece in direzione contraria. "Per questo ha ricevuto un richiamo ufficiale dall'Oms. Mi sembra normale che un Presidente della Repubblica si occupi della questione: si tratta anche di salvaguardare l'immagine internazionale del nostro Paese".