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Il papà Andrea Visconti ha spiegato ai figli la chiusura della sua startup con una fiaba

andreavisconti
23 Ottobre 2017
Andrea Visconti, papà e imprenditore torinese, ha deciso di raccontare ai propri figli il fallimento della propria startup con una fiaba. "Volevo che imparassero il valore della sconfitta. Perché non si può sempre vincere". E proprio grazie ai figli Riccardo e Filippo, il giovane imprenditore ha imparato la lezione più grande: "Ho capito che per loro vincere non è arrivare primi, ma è arrivare fino in fondo".
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Desi ha un sogno: diventare "capitano di una nave, per solcare i mari di tutto il mondo". Il suo scopo è portare lo scrigno magico regalato da suo padre dall'altra parte del pianeta. Gioi, amico e compagno di avventure, molla tutto e lo segue nel viaggio. I due partono e reclutano anche marinai esperti nel tragitto e...

 

Questo è solo l'inizio dell'avventura di Desi e Gioi, i protagonisti della storia creata per i figli da Andrea Visconti, imprenditore torinese che sta dietro a Sinba, applicazione nata per permettere ai consumatori di pagare nei negozi senza fare code.

L'idea dell'app aveva sbancato "Shark Tank", talent andato in onda su Italia 1. E a incassare un finanziamento dall'incubatore H-Farm. 

Il progetto di Sinba è però finito.

 

"Non è semplice spiegare il fallimento di un'azienda a dei bambini"

Andrea Visconti ha trent'anni, è sposato e ha due figli, Riccardo, 2 anni e Filippo, 3 e mezzo. "La cosa è nata proprio per loro - spiega l'imprenditore. - Per spiegare ai miei due bimbi piccoli che cosa è successo e perché. Perché 'l'azienda e gli amici grandi di papà', come li chiamano loro, non c'è più. Non è semplice da spiegare il fallimento di un'azienda a dei bambini. Per me è stata una questione educativa. Volevo che imparassero il valore della sconfitta. Che non si può sempre vincere".

 

Per i bambini vincere non è arrivare primi, ma è arrivare fino in fondo

Andrea Visconti in realtà ha imparato proprio dai sui figli che cosa significhi "avere successo".

"Non so se sia così per tutti i bambini - spiega. - Giocano tantissimo, ma sono in perenne competizione. Tutto è una sfida e quindi un vincere. I miei figli in ogni cosa che fanno sono in competizione. Per chi mangia prima, per chi arriva prima. E appena arrivano, ridono e dicono: 'Ho vinto'. Lo fanno sia se sono arrivati prima che secondi o terzi. E questa cosa mi ha molto stupido, perché ho capito che per loro vincere non è arrivare primi, ma è arrivare fino in fondo. Questa è stata la lezione che hanno dato loro a me".

La fiaba di Desi e Gioi è nata con lo scopo di spiegare ai figli che cosa sia successo all'azienda di papà, "ma in realtà la lezione l'hanno data loro a me" specifica Andrea Visconti. 

 

 

E dopo che Filippo e Riccardo hanno ascoltato la fiaba di Desi e Gioi?

"Noi prima di andare a dormire leggiamo sempre una storia, per questo ho pensato di raccontare tutto con una fiaba - spiega Andrea. - E' il nostro rituale prima di andare a dormire".

 

Dopo aver inventato la storia di Desi e Gioi Andrea ha letto la fiaba ai propri figli e "a loro è piaciuta e l'hanno ascoltata. Quando ho mostrato il video, Riccardo, il più piccolo a metà è scappato. Del resto ha solo due anni e il video per lui è troppo lungo. Mentre Filippo, più riflessivo, come la mamma, è rimasto lì, lo ha guardato con attenzione e mi ha chiesto se la mano che disegnava fosse di papà e se quelli nella storia fossero i miei amici grandi. Erano rimasti ancora amici?"

 

"Sì, siamo rimasti amici" conferma Andrea. 

 

Non è sempre giusto nascondere le cose ai figli

"Una cosa che ho capito grazie a questa storia è che si può parlare ai propri figli anche di cose difficili, ovviamente anche in base alla loro età. Tutto sta nel calibrare bene che dire".

Secondo Andea "non è giusto nascondergli le cose". Bisogna trovare una via di mezzo. Non si possono caricare di pesi che non possono sostenere, ma "non possono neanche arrivare a 18 anni per scoprire il mondo fuori". Per scoprire che in realtà a volte è diverso e non sempre ovattato e perfetto come si è fatto credere loro. 

 

"Ho visto che tante persone che mi hanno scritto e mi hanno ringraziato per questo. E in tanti ci hanno chiesto se ci sono altri capitoli. Sarebbe bello. Potrebbe essere una bella idea andare avanti. Ci piacerebbe farlo" conclude.

 

Lo scrigno magico di Desi e Gioi


Due marinai, il coraggioso Desi e il preparato Gioi, si imbarcano su una nave per portare dall'altra parte del mondo un "scrigno magico". Il viaggio è davvero lungo e rischioso, ma i due sono convinti, sicuri del fatto che "decidere di non imbarcarsi sarebbe stato il vero fallimento".
I due reclutano nel frattempo anche dei marinai esperti che li aiutassero in questa impresa. Dopo tanto viaggiare l'equipaggio era stanco e i rifornimenti stavano per terminare...
Il resto della storia, nel video sotto.