Fratelli maggiori e fratelli minori

Il rapporto tra fratello minore e fratello maggiore sviluppa l'empatia di entrambi

Di Niccolò De Rosa
fratelli
21 Febbraio 2018
Secondo un recente studio, fratelli e sorelle di diverse età si influenzerebbero a vicenda nello sviluppo delle capacità necessare per mettersi nei panni di un'altra persona ed empatizzare con essa
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Il rapporto tra fratello maggiore e fratello minore è spesso stato considerato in modo unidirezonale, con il più grande che finisce immancabilmente per diventare, volente o nolente, un modello e un punto di riferimento per il figlio più piccolo. È stato dimostrato infatti come i bimbi con fratelli o sorelle maggiori gentili e affettuosi crescano molto più empatici rispetto agli altri.

Ma a quanto pare la relazione tra fratelli (o sorelle) nasconde una reciprocità ben più rilevante di quanto si creda!

 

A dircelo è uno studio apparso su Child Devolopment proveniente dagli sforzi congiunti delle Università di Calgary, di Toronto, Lavel (Canada) e dall'ateneo di Tel Aviv.

In questa ricerca gli autori hanno studiato un campione eterogeneo di fratelli e sorelle in tenerà età per capire se anche i figli minori giocassero un qualche ruolo nello sviluppo empatico di fratelli e sorelle maggiori.

 

Lo studio

Per rispondere a tale quesito, i ricercatori hanno preso in considerazione un gruppo di 452 coppie di figli comprendenti tutte le combinazioni possibili:

 

- Fratello maggiore e fratello minore

- Fratello maggiore e sorella minore

- Sorella maggiore e fratello minore

- Sorella maggiore e sorella minore

 

Tali coppie inoltre provenivano da estrazioni etno-sociali differenti e comprendevano soggetti (sia fratelli maggiori che minori) tra i 18 e i 48 mesi d'età, ossia il periodo più utile per lo sviluppo di facoltà cognitive e, appunto, empatiche.

L'intero periodo di osservazione ha avuto una durata di 18 mesi e in questo lasso di tempo, le madri dei bambini coinvolti dovevano registrare e annotare le risposte dei loro figli più grandi di fronte a situazioni che richiedevano un certo coinvolgimento emapatico, come il reagire di fronte ad un genitore che simulava un dolore fisico (magari sbattendo un mignolo contro una porta) o un adulto triste per aver accidentalmente rotto un oggetto molto caro.

 

Dai risultati ottenuti è apparso evidente che al termine del periodo di osservazione i fratelli e le sorelle maggiori, che avevano iniziato a relazionarsi con un nuovo arrivato in famiglia, si dimostravano decisamente più empatici rispetto all'inizio dell'esperimento.

 

 

Per appurare la validità dello studio, i ricercatori hanno anche indagato riguardo le possibili differenze di sviluppo dell'empatia seconda delle diverse età e generi dei bambini.

 

«Gli effetti sono gli stessi per tutti i bimbi dello studio con una sola eccezione: i fratelli più giovani non contribuiscono a significativi cambiamenti nell'empatia delle sorelle più grandi» ha affermato Marc Jambon, dottore della Toronto University e firma principale dello studio.

 

Inoltre l'influenza dei fratelli e delle sorelle maggiori è apparsa più forte nelle famiglie dove la differenza d'età tra i figli era maggiore, confermando il ruolo di insegnanti e modelli per i fratelli più piccoli.