Salute

Il wifi fa male al cervello dei bambini?

portatilebambino
15 Gennaio 2015
L'argomento è controverso: uno studio inglese lancia l'allarme sull'uso dei dispositivi elettronici e i bambini. Le onde emesse dal Wi-Fi potrebbero far male al cervello dei più piccoli. Secondo l'Istituto Superiore della Sanità, non ci sono evidenze scientifiche di danni alla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza generati dai sistemi WiFi.
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Telefonini, smartphone, smart TV, smartwatch, tablet. Ormai la tecnologia ci circonda e circonda anche bambini. Ma che cosa succede al cervello dei più piccoli quando viene esposto alle radiazioni per esempio del wifi?

 

Uno studio controverso che sta facendo il giro del mondo suggerisce ai genitori di esporre i bimbi il meno possibile alle onde del wifi. Le radiazioni potrebbero infatti far male dato che il cervello dei bambini è più sensibile alle radiazioni.

 

Il rapporto è stato pubblicato sul Journal of Microscopy e Ultrastructure ed è stato condotto dal ricercatore L. Lloyd Morgan.

 

I bambini assorbono più microonde rispetto agli adulti perché i loro tessuti cerebrali sono più 'assorbenti', i loro crani sono più sottili e la loro dimensione relativa è più piccola. E le onde emesse dal Wi-Fi potrebbero provocare la degenerazione della guaina mielinica protettiva che circonda i neuroni cerebrali. (Leggi anche: 10 regole fondamentali per educare i bimbi all'uso dello smartphone)

 

Secondo lo studio, i feti sono i più vulnerabili di tutti e consigliano quindi alle donne in dolce attesa di non portare addosso, a contatto con il corpo, il telefono cellulare. (Leggi anche: Gravidanza, uno studia USA consiglia di spegnere il cellulare)

 

Gli studiosi hanno preso in esami ricerche sull'esposizione ai telefonini dal 2009 al 2014, insieme ai dati sulle radiazioni da cellulari. I limiti di esposizione sono rimasti uguali per 19 anni, ma i produttori degli smartphone specificano sempre la minima distanza dal corpo dei prodotti per non superare questi valori.

 

Come scrivono gli autori della ricerca, per laptop e tablet la distanza minima dal corpo è di 20 cm. Altri due esempi? L'iPhone deve essere portato almeno 10 mm lontano dal proprio corpo. Il BlackBerry Torch 9800 a 25 mm.

 

Istituto Superiore della Sanità: "non ci sono evidenze scientifiche"

 

Secondo l'Istituto Superiore della Sanità, "non ci sono evidenze scientifiche di danni alla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza generati dai sistemi WiFi".

 

"Inoltre, i livelli di esposizione sono molto inferiori ai limiti di esposizione raccomandati a livello internazionale e a quelli in vigore in Italia. Questo è vero anche nel caso di antenne che servano diversi appartamenti o ambienti. Si deve anche osservare che le pareti attenuano notevolmente il segnale." Della stessa posizione l'approfondimento dell’OMS del 2006 sulle Stazioni radio base e tecnologie senza fili (wireless).

 

Gran Bretagna: i Wifi "hanno una potenza molto bassa"

 

Anche l'agenzia britannica "Health Protection Agency" sta studiando la sicurezza del Wi-Fi.

 

Secondo quanto dichiarano, i segnali radio emessi dai dispositivi hanno una potenza molto bassa. Sedere vicino a un dispositivo Wi-Fi per un anno equivarrebbe, secondo i loro studi, a ricevere la stessa dose di onde radio di una chiamata di 20 minuti al telefonino.

 

Fonte:

Istituto Superiore della Sanità

Sciencedirect.com

OMS e onde radio

Health Protection Agency