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In arrivo la categoria di film "non adatti ai minori di sei anni"

Di Luisa Perego
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24 novembre 2017
Sono stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei ministri i decreti sul cinema. Tra le novità previste, più tutele in sala per i bambini, con l'arrivo della categoria di "film non adatti ai minori di sei anni"

In arrivo un nuovo sistema di classificazione dei film, con l'introduzione della categoria "non adatti a minori di sei anni". Ma anche più film italiani in prima serata, più investimenti, più tutele per i lavoratori e censura abolita.

 

Sono queste in breve alcune novità previste dai decreti sul cinema italiano approvati ieri in via definitiva dal Consiglio dei ministri.

 

Per il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini si tratta di “provvedimenti concreti che servono a aiutare, tutelare e valorizzare il cinema, la fiction e la creatività italiana”.

 

"Si interviene così in modo sistemico sulla disciplina del settore del cinema - aggiunge - e della produzione audiovisiva, riconoscendo il ruolo strategico dell’industria cinematografica come veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del Paese all’estero".

 

 

 

 

Più tutele per i minori

 

Tra le novità previste una tutela maggiore per i minorenni: nasce infatti la categoria di film "non adatti ai minori di sei anni".

 

Il nuovo sistema di classificazione responsabilizza gli operatori e le famiglie e prevede quattro categorie per film e spot pubblicitari:

 

  • opere per tutti
  • opere non adatte ai minori di sei anni
  • opere vietate ai minori di 14 anni
  • opere vietate ai minori di 18 anni

 

Per i film vietati ai minori di 14 e 18 anni, in presenza dei genitori è consentito l'accesso comunque nelle sale rispettivamente dai 12 e 16 anni.

 

Inoltre nei provvedimenti è previsto che non esisterà più la censura vera e propria di un'opera (scompare il divieto assoluto di uscita in sala di un'opera, l'uscita condizionata a tagli o modifiche della pellicola) e nasce un nuovo sistema di icone per i contenuti sensibili (armi, violenza, sesso).

 

E' previsto un apposito regolamento Agcom (Autorità L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per classificare le opere destinate a web e videogiochi.

 

Saranno anche maggiormete tutelati i lavoratori nel settore e verranno messe quote minime di programmazione per film europei e italiani. Dovranno anche adattarsi i colossi dell'on demand come Netflix o Amazon.

 

Nel 2018 sarà il 50% (con nessuna variazione rispetto agli obblighi attualmente vigenti), nel 2019 53%, nel 2020 56% e dal 2021 60%. Di queste, almeno la metà per la RAI e almeno 1/3 per gli altri operatori è da destinare a opere italiane.

 

Nel Primetime (dalle 18 alle 23) ci dovrà essere almeno un film, un'opera teatrale, una fiction, un documentario o un cartone italiano a settimana per rete. Due per le reti RAI, di cui almeno un film.

 

Cresce anche la percentuale dei ricavi da investire in film, fiction e programmi di produzione europea e nelle opere cinematografiche italiane.

 

Viene aggiornato il regime sanzionatorio con sanzioni di tipo reputazionale con la pubblicazione online delle sanzioni.

 

È prevista una moratoria nel 2018 per consentire ai fornitori di servizi media di adeguarsi alla nuova disciplina. Sarà l’Agcom a verificare il rispetto degli obblighi e a comminare le sanzioni che assicurino i principi di adeguatezza e proporzionalità.

 

Per approfondire: beniculturali.it: "approvata la nuova legge cinema e audiovisivo" ;

 

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