Influenza

Influenza 2016/2017: boom di casi

Di Irma Levanti
febbrisconosciute
28 Dicembre 2016
Nella settimana di Natale casi raddoppiati rispetto alla settimana precedente. Più colpiti i bambini, specialmente nel Nord e Centro Italia.
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Ci siamo: come avevano preannunciato gli esperti, con le feste natalizie è scattato anche il boom di casi di influenza. Soprattutto tra i bambini, che restano i più colpiti.


Secondo l'ultimo rapporto Influnet del Sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità, nella settimana dal 19 al 25 dicembre 2016 ci sono stati in tutto in Italia circa 439 mila casi (7,2 ogni 1000 assistiti), quasi il doppio rispetto alla settimana precedente.


Più colpiti, dicevamo, i bambini, con 21 casi ogni 1000 nella fascia d'età 0-4 anni e 13,5 casi ogni 1000 tra 5 e 14 anni. Tra le regioni più interessate dalla circolazione dei virus influenzali ci sono Piemonte, Val d’Aosta, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Marche e Campania.

 

Secondo quanto dichiarato all'Ansa dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, si tratta di un'influenza un po' più "tosta" di quella degli anni precedenti, per alcune caratteristiche intrinseche dei ceppi virali coinvolti, ma soprattutto perché è destinata - si stima - a coinvolgere ancora più persone. E più casi significano, ovviamente, maggior rischio di complicazioni.


I sintomi sono quelli classici: febbre, anche alta, che può durare da qualche giorno a una settimana, dolori muscolari e spossatezza, tosse o raffreddore. Il tutto accompagnato da scarso appetito e poca voglia di muoversi.


Che cosa bisogna fare se il proprio bambino è colpito da influenza?

Le indicazioni non variano molto rispetto a quelle degli anni precedenti. "La prima regola da seguire è il riposo, assecondando il desiderio del bambino di non muoversi più di tanto" spiega  Maurizio De Martino, direttore della Clinica pediatrica 1 dell'Ospedale Meyer di Firenze.

 

Per quanto riguarda la febbre, non è necessario abbassarla per forza, perché è un meccanismo di difesa dell'organismo e aiuta a combattere l'infezione. "Gli antipiretici come il paracetamolo - spiega De Martino - vanno usati solo se c'è anche malessere generale".

 

Per la tosse, se l'ambiente è secco, con un'umidità inferiore al 20%, può essere utile un umidificatore, oppure esporre il bambino ai vapori che si creano aprendo al massimo il getto di acqua calda della doccia. Bene anche il classico bicchiere di latte caldo con il miele. "È ottimo e alcuni studi mostrano che effettivamente il miele è efficace" sottolinea il pediatra. Specificando che però dopo il bambino deve lavarsi bene i denti, altrimenti aumenta il rischio di carie.

 

E rispetto a lavaggi nasali e aerosol con soluzione fisiologica, spesso utilizzati in caso di raffreddore? non ci sono solidi dati scientifici che dicano che servono davvero, ma se non sono una tortura per il bambino si possono provare: in alcuni casi potrebbero dare almeno un sollievo temporaneo.