Influenza

Influenza 2018: 18 cose da sapere

Di Irma Levanti
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17 Gennaio 2018
Un articolo inglese ripreso dalla rivista "Internazionale" fa il punto sull'influenza di quest'anno,  spiegando che caratteristiche ha, perché molte persone l'hanno presa nonostante il vaccino e perché questa malattia non è da prendere sotto gamba.
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Con 3 milioni di italiani già messi a letto dall'inizio della stagione a oggi, e altrettanti che probabilmente ci finiranno nelle prossime settimane, l'influenza in corso è decisamente una delle peggiori degli ultimi anni.

Anche rispetto ai sintomi: febbre, dolori muscolari e ossei, raffreddore e tosse sono più pesanti del solito.

 

Un articolo pubblicato sul magazine inglese New Scientist - ripreso in Italia dalla rivista Internazionale - ha fatto il punto sulla situazione, spiegando per bene che cos'è l'influenza, che caratteristiche ha quella di quest'anno, perché molte persone l'hanno presa nonostante il vaccino e perché questa malattia non è da prendere sotto gamba. Ecco, punto per punto, tutto quello che c'è da sapere sull'argomento.

 

Identikit dell'influenza


1. L'influenza è una malattia familiare, che spesso può assumere una forma leggera. Questo ci fa dimenticare quanto può essere pericolosa. Proprio quest'anno ricorre il centenario di una delle pandemie peggiori della storia, quella dell'influenza "spagnola" del 1918: un secolo fa, uccise tra 50 e 100 milioni di persone in tutto il mondo.

 

2. Ogni anno, l'influenza si diffonde praticamente in tutto il mondo. Comincia a circolare nelle regioni dell'Asia orientale - dove il clima è freddo e secco e il virus si trova benissimo - per poi diffondersi in entrambi gli emisferi quando le temperature scendono. Da noi, infatti, arriva in autunno/inverno.

 

3. Ammalarsi è facilissimo. Come ha scritto su "New Scientist" la giornalista scientifica Debora MacKenzie, dato che l'influenza "si trasmette con facilità da una persona all'altra attraverso le goccioline che spargiamo starnutendo o tossendo, e si può prendere toccando una superficie contaminata, quasi tutti rischiamo il contagio".

 

4. Averla avuta una volta non ci impedisce di ammalarci di nuovo. Le proteine di superficie del virus cambiano in continuazione, per cui anche se l'abbiamo preso in passato, gli anticorpi che abbiamo prodotto non le riconoscono più, o le riconoscono solo in parte. Per questo il vaccino va fatto ogni anno.

 

L'influenza di quest'anno


5. Esistono vari tipi di virus influenzale. Quest'anno circolano 4 ceppi: due del gruppo B (si chiamano Victoria e Yamagata) e due del gruppo A (H1N1 e H3N2). Secondo MacKenzie, "quello più problematico è l'H3N2", sia perché sembra particolarmente aggressivo, sia perché non è mai circolato tra il 1918 e il 1968. Per questo le persone nate prima del 1968 sono meno protette.

 

"Nell'inverno appena trascorso in Australia, l'H3N2 ha provocato più di tre quarti dei casi di influenza. La mortalità è stata relativamente alta, sono morti soprattutto gli anziani, ma non solo".

 

I sintomi


6. È difficile distinguere la vera influenza da altre sindromi simil-influenzali, ma - si legge nella traduzione di Internazionale - "chi ha l'influenza si sente peggio e probabilmente ha febbre, mal di testa, dolori muscolari, tosse secca, mal di gola, e a volte dolore agli occhi e alle articolazioni, oltre a un improvviso senso di affaticamento.

 

Perché l'influenza può essere mortale


7. MacKenzie spiega che l'influenza può uccidere causando una polmonite virale, oppure facilitando la proliferazione di batteri a loro volta causa di polmonite (in particolare lo pneumocococco). "I sistemi immunitari compromessi, per esempio di anziani e donne incinte, consentono al virus di riprodursi più liberamente e rendono più pericolosa la malattia".

 

Secondo una stima pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità nel dicembre 2017 ogni anno si verificano tra 290 mila e 650 mila decessi a causa di problemi polmonari legati all'influenza

 

8. Negli anziani l'influenza può anche provocare livelli eccessivi di infiammazione, per cui ogni anno, dopo la stagione dell'influenza, si verifica un'ondata di morti dovute a malattie scatenate dall'infiammazione, come infarti e ictus.

 

Vaccino, sicuro ma non particolarmente efficace


9. Qualcuno teme che facendo il vaccino possa prendersi la malattia. Non è così: il vaccino non può far venire l'influenza, perché il virus che contiene è morto o così indebolito da non riuscire a riprodursi.

 

10. L'efficacia del vaccino antinfluenzale, però, non è mai totale: secondo quanto scrive la giornalista inglese, "ogni persona vaccinata ha una probabilità del 60 per cento di essere protetta". Vale comunque la pena vaccinarsi, perché le persone vaccinate si ammalano di meno.

 

11. Poiché i bambini diffondono più virus più a lungo e rispondono meglio degli anziani al vaccino, vaccinarli può essere una valida strategia per proteggere in modo indiretto anziani e neonati (che non possono essere vaccinati). In questo modo, infatti, si crea una sorta di cordone protettivo in famiglia.

 

Nota di nostrofiglio.it - Ricordiamo che in Italia possono essere vaccinati gratuitamente i bambini che presentano particolari condizioni di rischio. Per gli altri bambini la vaccinazione è comunque consigliata da sempre più medici, ma non è gratuita (costa intorno ai 10-20 euro). Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Regioni stanno valutando l'opportunità di estendere la copertura gratuita anche alle vaccinazioni di bambini non a rischio.

 

12. Il vaccino impiega due settimane a entrare in azione, quindi va fatto presto, preferibilmente all'inizio della stagione influenzale.

 

 

Perché il vaccino di quest'anno non funziona molto bene?


13. Come spiega MacKenzie, produrre un vaccino - un processo che nella grande maggioranza dei casi avviene utilizzando le uova di gallina come terreno di cultura del virus - richiede molto tempo, quindi i virologi devono prevedere con molti mesi di anticipo quali virus circoleranno. "Ma a volte sbagliano".

 

Nota di nostrofiglio.it - Nel caso specifico, l'errore - se così vogliamo chiamarlo - potrebbe riguardare in particolare il vaccino trivalente, che per il ceppo B contiene la linea Victoria, mentre sembra che - almeno negli Stati Uniti - la maggior parte dei casi dipenda da virus B della linea Yamagata. Che, insieme al Victoria, è contenuto invece nel vaccino tetravalente. "Questi però sono dati americani, non è dunque detto che la situazione italiana sia la stessa: per saperlo dobbiamo aspettare le analisi nostrane" ha scritto l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco in un intervento sulla sua pagina Facebook.

 

14. Un'altra criticità potrebbe riguardare la protezione contro il ceppo H3N2. Secondo quanto riferito dalla giornalista inglese, infatti, sembra che durante la coltivazione del virus nelle uova si producano nuovi cambiamenti, che alla fine rendono il ceppo presente nel vaccino un po' meno efficace di quello in circolazione.

 

"Vaccinarsi - sottolinea l'autrice - è comunque utile: nell'ultima stagione in Australia le persone vaccinate si sono ammalate meno

 

Prevenire e curare l'influenza


15. Per quanto "imperfetta", la vaccinazione rimane il modo migliore per ridurre la probabilità di contrarre l'influenza soprattutto nella sua forma più grave, ma altri accorgimenti possono limitare il rischio. In particolare:

  • lavarsi spesso le mani;
  • coprirsi la bocca con l'avambraccio quando si starnutisce o si tossisce.

16. E per la cura: gli antivirali sono limitati ai casi più gravi. Per gli altri, antidolorifici e decongestionanti possono ridurre i sintomi, ma non abbreviano il decorso della malattia. E gli antibiotici? Non vanno usati in caso di sola influenza, ma solo per infezioni batteriche secondarie all'influenza stessa.

 

Prospettive per il futuro


17. Per quanto possa sembrare leggera, poco più che un fastidio, l'influenza è stata in passato responsabile di pandemie, cioè varianti più gravi e capaci di trasmettersi ancora più facilmente da persona a persona. L'ultima pandemia conosciuta è stata quella del 2009, la cosiddetta "suina" da virus H1N1, che ha causato tra 300 e 400 mila morti. Oggi tra i virus "sorvegliati speciali" c'è H7N9.

 

18. Come proteggersi dalla possibilità di una pandemia? Bisognerebbe migliorare i sistemi produttivi dei vaccini: alcune aziende stanno lavorando a metodi basati su cellule vegetali o di insetto, e non su uova di gallina, che permetterebbero di produrre grandi quantità di vaccini in poche settimane, e poco prima dell'inizio della stagione influenzale. Così aumenterebbe la probabilità che corrispondano ai ceppi in circolazione.

 

Ma la vera svolta - si legge su "Internazionale" - sarebbe la produzione di un vaccino universale, capace di stimolare una reazione immunitaria contro le parti del virus che rimangono immutate nel tempo o sono comuni ai vari ceppi. Però la ricerca in questo ambito costa, e gli investimenti sono pochi.