Influenza

Influenza 2018: casi in crescita, ma picco atteso a fine gennaio

Di Irma Levanti
influenza_2018
04 Gennaio 2019
Circa un milione e mezzo gli italiani messi a letto dai virus influenzali dall'inizio della stagione, circa 256 mila nella settimana tra Natale e Capodanno. I dati dell'ultimo bollettino del Sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità
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Continua a crescere il numero di casi di influenza in Italia

: secondo l'ultimo bollettino di InfluNet, il sistema di sorveglianza dell'influenza dell'Istituto superiore di sanità sono stati circa 256 mila gli italiani messi a letto dal virus nella settimana tra il 24 e il 30 dicembre, per un totale di un milione e mezzo dall'inizio della stagione.

 

La crescita dei casi è comunque più lenta rispetto all'anno scorso: negli stessi giorni del 2017 erano stati oltre 600 mila gli italiani colpiti, per un totale di oltre due milioni di persone. D'altra parte, la scorsa stagione è stata considerata una delle più aggressive degli ultimi anni mentre per quella in corso la previsione era di un'epidemia di intensità media.

 

Anche quest'anno i più colpiti sono i bambini, in particolare quelli sotto i quattro anni d'età, fascia nella quale si contano poco più di 11 casi ogni mille bambini, mentre l'incidenza nella popolazione generale è di 4,23 casi per mille.

 

“I virus influenzali che stanno circolando di più sono l'A H3N2, che colpisce maggiormente gli anziani, e l'A H1N1, che è è stato responsabile della pandemia influenzale del 2009” ha spiegato all'Ansa Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. “Il fatto che l'aumento dei casi proceda più a rilento rispetto al passato può dipendere da vari fattori, come la suscettibilità della popolazione o la mutazione dei virus".


Anche la vaccinazione antinfluenzale potrebbe aver avuto un peso, dato che quest'anno sembra in aumento: "Non ci sono ancora dati definitivi - afferma Rezza - ma le scorte vaccinali si sono esaurite prima ed è probabile un maggior ricorso alla vaccinazione specie da parte degli anziani, e questo ha diminuito notevolmente il rischio di casi gravi. Dal momento che la maggioranza dei casi si registra però tra i bambini, che solitamente non vengono vaccinati, l'andamento lento nella circolazione dei virus non credo possa attribuirsi all'effetto della vaccinazione".


Quanto al picco di casi, "se negli ultimi due anni si è registrato in anticipo agli inizi di gennaio, quest'anno arriverà probabilmente tra fine gennaio e inizi febbraio. Cruciali saranno però le prossime settimane con la riapertura delle scuole".