Influenza

Influenza 2018: quasi 4 milioni gli italiani colpiti. Prevalgono i ceppi B

Di Irma Levanti
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19 gennaio 2018
Mai così tanti casi dal 2004, e tra questi anche 140 casi gravi. Ora siamo probabilmente al picco, ma ancora molti italiani finiranno a letto con l'influenza nelle prossime settimane. Le norme igieniche fondamentali per prevenire l'infezione.

 

Nella seconda settimana di gennaio sono stati 832 mila gli italiani colpiti da influenza, portando a quasi 4 milioni il totale di ammalati dall'inizio della stagione.

 

C'è stata comunque una lieve diminuzione di casi rispetto alla settimana precedente, quando erano stati quasi 842 mila: un dato - sottolineano gli esperti dell'Istituto superiore di sanità (Iss) - che fa "sperare che le ultime due settimane rappresentino il picco epidemico stagionale".

 

Questi i dati dell'ultimo bollettino dell'Iss sulla sorveglianza delle sindrome influenzali nel nostro paese, a conferma che siamo di fronte a una delle peggiori epidemie degli ultimi anni: superata quella "suina", da virus H1N1, del 2009, siamo quasi ai livelli numerici dell'epidemia del 2004/2005, la più estesa da quando disponiamo di un sistema di raccolta dati.

 

L'influenza sta colpendo praticamente ovunque, in Italia. I più bersagliati sono i bambini: nella seconda settimana di gennaio sono stati registrati quasi 31 casi ogni 1000 assistiti tra i piccolini, sotto i cinque anni, e quasi 16 casi ogni mille assistiti tra i cinque e i 14 anni.

 

In media, tra l'8 e il 14 gennaio scorsi l'influenza ha colpito 13 italiani su 1000

Se è vero che, come sperato, abbiamo raggiunto il picco, per qualche settimana non c'è comunque da stare tranquilli: come aveva spiegato l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco a nostrofiglio.it, "le curve che descrivono l'andamento di un'epidemia influenzale sono in genere simmetriche, per cui in questo momento dovremmo essere più o meno a metà dell'epidemia". Significa che nelle prossime settimane possiamo aspettarci altri 3 milioni o più di casi: "Probabilmente arriveremo, in totale, a 6 milioni di casi, circa il 10% della popolazione. Un dato compatibile con il fatto che si tratta appunto di un'epidemia intensa".

 

 

Ceppo B e vaccini

 


Secondo i primi dati disponibili sulla caratterizzazione dei virus responsabili, la maggioranza dei casi è dovuta a virus influenzali di ceppo B. Tra questo, sembra predominante il tipo Yamagata, che è presente solo nella formulazione quadrivalente del vaccino influenzale (contenente, appunto, i ceppi B Yamagata e Victoria e i ceppi A H3N2 e H1N1). Il vaccino trivalente, invece, contiene solo il ceppo B tipo Victoria.

 

Potrebbe essere questa una delle spiegazioni di un'epidemia così intensa: non tutte le persone che si sono vaccinate sono effettivamente protette dal ceppo predominante. Secondo quanto dichiarato dal virologo Fabrizio Pregliasco al corriere.it, un'altra causa potrebbe essere il fatto che il sistema immunitario dei bambini non era preparato a riconoscere e affrontare questa variante, non avendola mai incontrata in passato.

 

Tra i virus di tipo A, in Italia risulta predominante l'H1N1, contrariamente a quanto sta accadendo per esempio negli Stati Uniti, dove a colpire di più è l'H3N2.

 

 

 

I casi gravi


Secondo quanto riferito dal rapporto settimanale FluNews dell'Iss, da settembre a oggi sono stati segnalati 140 casi gravi di influenza - tutti ricoverati in reparti di terapia intensiva - e purtroppo anche 30 decessi.
Nella grande maggioranza dei casi, le persone colpite da influenza grave presentavano almeno una condizione in grado di predisporre all'insorgenza di B, come diabete, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche.
Tre casi gravi si sono verificati in donne incinte.
Vaccino antinfluenzale in gravidanza
 

 

Come prevenire l'influenza

 


Per quanto "imperfetta", la vaccinazione rimane il modo migliore per ridurre la probabilità di contrarre l'influenza soprattutto nella sua forma più grave, ma altri accorgimenti possono limitare il rischio. Si tratta di semplici norme igieniche, generali e di buon senso. Eccole:

 

  • lavarsi spesso le mani;
  • quando si deve starnutire o tossire, farlo preferibilmente nell'incavo del gomito o su un tessuto (fazzoletto, manica della giacca o del maglione);
  • In presenza di sintomi influenzali o di raffreddamento, evitare accuratamente di stringere, abbracciare e baciare altre persone, specialmente anziani o bambini piccoli;
  • arieggiare spesso gli ambienti, e non riscaldarli eccessivamente.