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Influenza

Influenza: come sarà la stagione 2017/2018

Di Irma Levanti
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26 Settembre 2017
Attesi per il prossimo anno dai 4 ai 5 milioni di casi di influenza, oltre a 8-10 milioni di sindromi parainfluenzali, secondo la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco.

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L'autunno è attivato: le temperature sono ancora miti, ma presto cominceranno ad abbassarsi, aprendo la strada ai malanni invernali. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, spiega cosa dobbiamo aspettarci.

 

"Per la stagione 2017-2018 sono previsti dai 4 ai 5 milioni di casi di influenza oltre agli 8-10 milioni di sindromi provocate da altri virus respiratori: una epidemia, quindi, di media entità" ha affermato a Milano, nel corso di un incontro organizzato da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione.

 

Rispetto agli anni passati, dovrebbe esserci un solo nuovo virus in circolazione, il virus H1N1 pdm 09: "Una variante simile ai virus dell’anno scorso", precisa il virologo, che è anche direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano.

 

Le caratteristiche dell'influenza
Il termine influenza è abbastanza generico, ma si può parlare di "vera influenza" se sono presenti tre condizioni contemporaneamente:

  1. febbre superiore ai 38 °C a insorgenza brusca;
  2. dolori muscolari o articolari;
  3. sintomi respiratori come tosse, naso che cola, mal di gola.

In tutti gli altri casi si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali. "Tanto dipenderà dal meteo" ha sottolineato Pregliasco. "Se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo si avranno molti più pazienti influenzati. Se, al contrario, l’inverno fosse più mite, saranno invece i virus “cugini” dell’influenza, quelli chiamati parainfluenzali, a essere avvantaggiati".

 

 

Il vaccino contro l'influenza
"Se è vero che, l’influenza non deve destare preoccupazione nella popolazione sana, essa può avere conseguenze anche gravi per i soggetti a rischio, cioè bambini piccoli, anziani, persone con sistema immunitario indebolito e persone affette da malattie croniche respiratorie o cardiache" afferma Pregliasco. Per queste categorie di persone - e anche per le donne incinte - il vaccino costituisce un efficace strumento di prevenzione contro le complicanze.

 

Gli italiani e l'influenza
Come si comportano gli italiani rispetto all'influenza? Come la prevengono e la affrontano? Sono le domande contenute in un'indagine di Assosalute presentata nei giorni scorsi a Milano. Ecco le risposte:
- quasi il 15% degli italiani non fa nulla per evitare di ammalarsi. Gli altri cercano di prevenire il contagio attraverso comportamenti di buon senso, come coprirsi bene, evitare gli sbalzi di temperatura e lavarsi spesso le mani.

 - più di più di 2 italiani su 3 dichiarano di non aver mai fatto ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, in genere perché ci si ammala raramente o non lo si ritiene necessario.

- quando ci sia ammala, i farmaci senza obbligo di ricetta, risultano essere per il 57% degli italiani il rimedio più utilizzato. Sempre validi anche i vecchi rimedi della nonna - brodo caldo, latte con miele, spremute - a cui si affidano quasi il 42% degli intervistati. Una percentuale non irrilevante, il 22,5%, dichiara di ricorrere agli antibiotici. Un dato che merita un commento, perché non bisognerebbe mai utilizzarli senza aver prima consultati il medico. "Gli antibiotici non sono efficaci se si tratta di sola influenza" spiega Fabrizio Pregliasco. "Deve essere il medico a valutarne la prescrizione, per esempio se ci sono complicanze batteriche broncopolmonari".