Influenza

Influenza: come sarà la stagione 2018/2019

Di Irma Levanti
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28 Settembre 2018
Attesi per il prossimo anno circa 5 milioni di casi di influenza, più altrettanti di sindromi parainfluenzali. La previsione del virologo Fabrizio Pregliasco.
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L'autunno è arrivato: le temperature hanno cominciato ad abbassarsi, aprendo la strada ai malanni invernali. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano e direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi, ha spiegato all'Adnkronos cosa dobbiamo aspettarci.

 

"L'influenza che verrà dovrebbe causare in Italia un'epidemia di intensità media, che costringerà a letto non meno di 5 milioni di persone. A queste, però, se ne sommeranno almeno altrettante colpite da sindromi parainfluenzali provocate da altri virus respiratori" ha affermato a Milano, nel corso dell'ormai tradizionale incontro organizzato ogni autunno da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione.

 

Ma attenzione: questo non significa che non potranno esserci sorprese: "Molto dipenderà dal meteo. Se l'inverno dovesse essere più lungo e freddo, sicuramente si avranno più malati".

 

I virus in campo

"Nell'emisfero australe la stagione influenzale sta scorrendo con bassi livelli di diffusione - spiega Pregliasco - e con una prevalenza del virus A/H1N1 (quello responsabile della pandemia del 2009, NdR). "In quest'ultima parte della stazione nell'eisfero australe rimane comunque l'incognita del contributo del virus B che potrebbe innalzare il bilancio complessivo". Ricordiamo che proprio il virus influenzale B (in particolare il tipo Yamagata) è stato predominante l'anno scorso in Europa (e in Italia).

 

Anche per questo il ricordo della stagione influenzale passata dovrebbe impedirci di abbassare troppo la guardia. "Anche nell'autunno 2017 ci aspettavamo una stagione di media intensità e invece è stata una delle più pesanti degli ultimi anni. Una lezione che non dobbiamo dimenticare".

 

Le caratteristiche dell'influenza


Il termine influenza è abbastanza generico, ma si può parlare di "vera influenza" se sono presenti tre condizioni contemporaneamente:

  1. febbre superiore ai 38 °C a insorgenza brusca;
  2. dolori muscolari o articolari;
  3. sintomi respiratori come tosse, naso che cola, mal di gola.

In tutti gli altri casi si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali.

 

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Il vaccino contro l'influenza

Come sempre, Pregliasco sottolinea l'importanza della vaccinazione antifluenzale.

 

 

"Se è vero che, l’influenza non deve destare preoccupazione nella popolazione sana, essa può avere conseguenze anche gravi per i soggetti a rischio, cioè bambini piccoli, anziani, persone con sistema immunitario indebolito e persone affette da malattie croniche respiratorie o cardiache" afferma Pregliasco. Per queste categorie di persone - e anche per le donne incinte - il vaccino costituisce un efficace strumento di prevenzione contro le complicanze. Inoltre, può rappresentare un'opportunità di riduzione dell'assenteismo scuola-lavoro e del rischio di contagiare soggetti fragili della propria famiglia".

 

E a proposito di soggetti a rischio, ai quali la vaccinazione è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale, la novità di quest'anno è vi sono inclusi anche i donatori di sangue.

 

Ma il vaccino funziona sempre?

Una delle obiezioni più comuni al vaccino antifluenzale è che non protegge dalle forme non dovute a virus influenzali e a volte non evita completamente la malattia, "Questo è vero, ma attenzione, non significa affatto che non serva. Anche quando non evita completamente la malattia, ne attenua i sintomi e il rischio di complicanze".