Screening audiologica neonatale

Ipoacusia nei neonati e nei bambini: cause e diagnosi

bambinosordo
13 Ottobre 2014
Un bambino su 1000 soffre di ipoacusia congenita, cioè nasce sordo, mentre circa 10 bambini su 1000 lo diventano poco dopo la nascita. Ma una diagnosi precoce offre una correzione ottimale di questa patologia.  Test gratuiti il mese di ottobre
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Secondo l'Istat, circa un bambino su 1000 soffre di ipoacusia congenita, cioè nasce sordo, mentre circa 10 bambini su 1000 lo diventano poco dopo la nascita. Ma una diagnosi precoce offre una correzione ottimale di questa patologia.  

 

Lo screening audiologico neonatale in quasi tutti gli ospedali

“Attualmente in Italia quasi tutti gli ospedali effettuano lo screening audiologico neonatale al secondo giorno di vita, un esame assolutamente non invasivo che consente di evidenziare eventuali malattie in fase precoce permettendo così di intervenire tempestivamente con le terapie” dice Eliana Cristofari, responsabile della struttura dipartimentale di otorinolaringoiatria e audiovestibologia dell’ospedale di Circolo di Varese.

 

“Se non ci sono altri fattori di rischio noti (familiarità, nascita prematura, infezioni in gravidanza, ittero molto gravi o positività al citomegalovirus o alla toxoplasmosi, per esempio) non è necessario più ripetere il test.

 

Se invece lo screening neonatale non viene superato si ripete dopo 15 giorni e, in caso di un’altra positività, è necessaria una diagnosi definitiva in un centro audiologico di terzo livello. A questo punto si interviene con l’inserimento di protesi anche a un mese di vita e il bambino può esser avviato a un’abilitazione comunicativa attraverso le protesi acustiche”.

 

Nei casi di sordità più grave, si interviene con il bisturi

Quando ci si trova di fronte a un caso di sordità grave bisogna intervenire chirurgicamente. “Tra i 10 e i 12 mesi si mette l’impianto cocleare, con un intervento di circa un’ora e mezza per orecchio. Il bambino può così raggiungere prestazioni comunicative uguali a quelle di qualsiasi altro bambino non audioleso, senza bisogno di un insegnante di sostegno o di un logopedista. Un bambino sordo, infatti, continuerà a vivere in un mondo tutto suo e crescerà con un destino segnato per il resto della sua vita” spiega Cristofari.

 

I campanelli d’allarme

Fondamentale, perciò, la diagnosi precoce. I genitori non devono dimenticare di prestare attenzione anche ai piccoli campanelli d’allarme che i bambini possono manifestare in maniera spontanea: per esempio se capita spesso che chieda di ripetere quello che gli viene detto, che non risponda dopo essere chiamato più volte o che abbia una voce particolarmente nasale è bene rivolgersi al medico curante, pediatra, o specialista otorinolaringoiatra per un controllo approfondito. Spesso è l’orecchio stesso che, attraverso secrezioni anomale o tumefazioni segnala la presenza di infezioni o più generalmente di un problema da approfondire.

 

Ma la sordità congenita si può diagnosticare anche in gravidanza? “Certamente, attraverso la diagnosi genetica (la villocentesi per esempio) si può effettuare un’indagine apposita per sapere se il bambino nascerà con questa patologia e quindi intervenire subito dopo la nascita” conclude Cristofari.

 

Test gratuiti in ottobre

In ogni caso i genitori che volessero far effettuare un test ai propri bambini possono approfittare dello screening offerto gratuitamente da AudioNova Italia, catena di centri acustici (prenotazioni al numero verde 800 767026) che, fino al 31 ottobre, mese della prevenzione dei disturbi uditivi, donerà 1 € alla Lega del Filo d’Oro per ogni controllo dell’udito gratuito effettuato presso uno dei suoi 54 centri acustici, incentivando da un lato la prevenzione, dall’altro supportando concretamente l’associazione che da più tempo si dedica alla cura e alla riabilitazione e al reinserimento di bambini e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali.