Pedagogia

La pedagogia diventa social: 20 card virali su FB che piacciono ai genitori

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21 Ottobre 2014
Due pedagogiste, Elisabetta Rossini ed Elena Urso, hanno creato una pagina Facebook da cui lanciano card con pillole di saggezza pedagogica per i genitori. Le 20 card più virali e la loro idea
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Metti due pedagogiste molto 'social', Elisabetta Rossini ed Elena Urso, con la voglia di 'spendersi' online condividendo spunti di riflessione, ed ecco la pagina Facebook  che in circa 18 mesi ha raggiunto 80.000 fan. E le loro 'pillole di saggezza pedagogica', ormai gettonatissime, stanno facendo il giro del web.

 

SFOGLIA LA GALLERIA FOTOGRAFICA CON LE CARD PIU' VIRALI 

 

Un grande successo che ora si è trasformato in un libro, I bambini devono essere felici. Non farci felici... (Edicart) che raccoglie i post più significativi apparsi online. Il titolo riprende un post tra i più amati e controversi, scelto perché rappresentativo dello spirito della pagina Facebook e del percorso delle professioniste.

 

Ogni pillola, anche nel libro, è accompagnata dalle illustrazioni originali di Elisabetta Rossini - una sorta di marchio per tutto il progetto visivo e linguistico già online - che ha messo a frutto la sua grande passione per il disegno.

 

Ma come è nata tutta questa attenzione al mondo online?

 

“Noi abbiamo fatto insieme l'università, e non ci siamo lasciate per 4 anni. Dopo l'esperienza di altri lavori, ci siamo ritrovate e abbiamo deciso di tentare la via dello studio pedagogico. Durante il primo anno di attività, abbiamo notato che ci scambiavano per psicologhe: mancava un'idea corretta sulle diverse competenze. Quindi, per farci conoscere senza ambiguità, abbiamo deciso di sfruttare le potenzialità di Internet, prima con un blog, un po' pesante e ingenuo, e poi con il sito www.consulenzafamiliare.com e la pagina Facebook – spiega Elena Urso. 

 

Amicizia e lavoro, una coppia al servizio delle famiglie

 

Dopo aver capito bene come farla funzionare, la pagina Facebook si è arricchita di 3 post giornalieri pensati per offrire uno spunto di riflessione, accendendo (magari) una lampadina.

Attraverso questo strumento, la 'confusione' sul ruolo delle pedagogiste è scomparsa e sono arrivate molte richieste di consulenza in studio – raccontano le colleghe.

 

“La presenza su Facebook ha contribuito ad alimentare la fiducia nei nostri confronti, è una formula efficace: le mamme passano tanto tempo online e si rivolgono a noi, in studio, perché siamo professioniste”, dice Elena Russo.

 

Tra l'altro, la coppia (“l'unica stabile della nostra vita”, come dicono scherzosamente) ha anche attivato un servizio di consulenza online: un'iniziativa originale per dare supporto a chi non può andare in studio. Dal sito, è possibile pagare via Paypal o tramite bonifico scegliendo un 'pacchetto' (via mail, telefono o Skype).

 

“Naturalmente, questa forma di supporto non è sostituibile al percorso in studio, ma via mail arrivano richieste più specifiche, tipo come togliere il pannolino, in che modo affrontare l'ingresso all'asilo, o cosa fare con il fratellino... – spiega Elena Russo. 

 

Secondo le pedagogiste, questo è un segnale di come le mamme, spesso, si sentano sole e abbiano bisogno di un confronto. Il motore di tutto è la fiducia e la voglia di essere rassicurati, “in questo modo, siamo entrati nella quotidianità di tante famiglie”.