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Evoluzione

La vulnerabilità dei neonati ha aiutato la nostra evoluzione?

Di Niccolò De Rosa
evoluzione

13 Giugno 2016
Una teoria afferma che lo sviluppo delle facoltà mentali umane potrebbero essere state stimolate dalla necessità di prendersi cura dei nostri neonati, totalmente dipendenti dagli adulti per molti anni dopo la loro nascita.

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I meccanismi della selezione naturale presentano ancora molti tratti poco definiti, ma un'interessante teoria, che giunge dalla Rochester University di New York, potrebbe ricondurre il segreto del nostro sviluppo... ai neonati!

 

DEBOLI MA DA GRANDE POTENZIALE...

 

| Pixabay.com

Steven Piantadosi e Celeste Kidd, i due autori dello studio, pensano infatti che la complessità del nostro sistema cognitivo non può essersi affinato solo per mere ragioni di sopravvivenza o adattamento all'ambiente, e hanno dunque iniziato ad elaborare interessanti teorie che avrebbero come fulcro la vulnerabilità neonatale.

 

Guardando a ciò che accade nelle altre specie infatti, l'essere umano non nasce al pieno del suo potenziale cognitivo, ma anzi, necessita di molto tempo per modellare il proprio cervello per poter gestire appieno le proprie facoltà mentali; una giraffa, ad esempio, già dopo poche ore dalla nascita è in grado di scappare da un predatore... i neonati invece non riescono nemmeno a gattonare!

 

UN MIGLIORAMENTO CIRCOLARE

 

Questo è uno stadio necessario per modellare un cervello con capacità superiori e, secondo lo studio di Piantadosi e Kidd, il fatto di necessitare di così tante cure nelle fasi iniziali della propria esistenza avrebbe aiutato l'uomo a sviluppare una sorta di circolo in cui il bebè cresce intelligente proprio perché un adulto ha sviluppato abilità adatte a sopperire a questi bisogni.

 

L'essere indifesi sarebbe quindi stato uno "stimolo evolutivo"  che ha permesso ai grandi di crescere i piccoli e ai piccoli di crescere in salute.

 

«La nostra teoria - ha affermato il Dottor Piantadosi - dice che c'è una sorta di auto-rafforzamento ciclico dove grandi cervelli determinano una condizione iniziale non ancora matura, ma tale condizione porta i genitori ad avere grandi cervelli»

 

FONTE: Focus, Rochester.edu

 

La teoria è stata supportata da strutturati modelli matematici che sono poi stati applicati (con risultati positivi) per influenzare la crescita di 23 specie di primati.