Linguaggio

Le mamme parlano meno chiaramente ai bambini rispetto agli adulti

discorso
02 Febbraio 2015
Fa bene parlare a un bambino in 'bambinese'? Secondo uno studio pubblicato sullo rivista Psychological Scientist e condotto dall'Istituto Riken in Giappone e del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi,  probabilmente no. Perché in realtà il 'bambinese' rischia di complicare la vita dei più piccini.  
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Gli adulti, ma soprattutto le mamme, tendono ad utilizzare un linguaggio particolare quando si rivolgono a un bambino. E' il cosiddetto 'bambinese'. Si parla più lentamente, cantilendando e tendendo ad abbreviare e tagliare parole. L'auto diventa la "brum" e le scarpe sono le "peppe".

 

Ma fa bene rivolgersi in questo modo a un bambino? Secondo uno studio pubblicato sullo rivista Psychological Scientist e condotto dall'Istituto Riken in Giappone e del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi,  probabilmente no. Perché nonostante gli adulti pensino di rivolgersi in modo più chiaro ai bambini, in realtà il 'bambinese' rischia di complicare la vita dei più piccini. 

 

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno studiato i discorsi di 22 mamme giapponesi con i loro bambini (tra i 18 e i 24 mesi) e con un interlocutore adulto. (Leggi anche: lo sviluppo del linguaggio del bambino)

 

Conversazioni in 'bambinese' un po' meno chiare

 

Il risultato ha lasciato sorpresi i ricercatori. Il linguaggio utilizzato dalle madri con i bambini era leggermente meno chiaro rispetto a quello utilizzato con gli adulti.

 

Dall'analisi delle conversazioni è emerso che il contrasto sonoro tra sillabe tra loro simili e quindi facilmente confondibili, (per esempio tra le sillabe come 'ba' e 'pa') è maggiore quando ci si rivolge a un adulto. E quindi più facile da distinguere.

 

Quando invece ci si rivolge a un bimbo piccolo i suoni delle due sillabe rischiano di confondersi tra loro.

 

Una frase dunque pronunciata in 'bambinese' con voce che sale e scende e scandendo bene le parole, risulta meno chiara della stessa frase pronunciata normalmente.

 

"Questo studio è importante perché mette in discussione la credenza condivisa dai genitori di dover scandire e articolare le parole" sostiene Alejandrina Cristia, una ricercatrice del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi.

 

I ricercatori comunque avvertono che questi risultati non provano che parlare più o meno chiaramente ai bambini possa aumentare la loro possibilità di acquisire nuove parole.

 

"I nostri risultati suggeriscono che, almeno per quanto riguarda l'imparare a riconoscere i diversi suoni delle parole, i bimbi sono comunque bravi a comprendere il linguaggio degli adulti nei loro confronti. Anche se 'meno chiaro'". 

 

Partendo da questa ricerca i ricercatori sono ora curiosi di approfondire altri spunti aperti.

 

Per esempio, perché gli adulti parlano in questo modo "meno chiaro" ai bambini? Gli studiosi sospettano che probabilmente, gli adulti usano il 'bambinese' perché sono più focalizzati su altri aspetti, per esempio vogliono attirare l'attenzione del bambino o suscitare empatia.  (Leggi: un bambino sereno e amato. Dunque più intelligenteE i genitori delle altre culture si comporteranno allo stesso modo? 

 

Fonte: Psychological Science e Aps

 

Leggi anche: Mio figlio parla poco e male

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