Essere madre

Le scelte delle altre mamme non si giudicano

libertadiesseremamma2
15 Ottobre 2014
"Io allatto un bambino di due anni, io ho dato fin da subito latte artificiale"; "io ho fatto un parto naturale, io ho programmato un cesareo"; "io ho scelto di stare a casa, io ho ripreso a lavorare subito"... Nessuna mamma va giudicata per le sue scelte. E per fermare la "guerra tra mamme" negli Usa è partita una campagna dal motto: "Giudica meno e ama di più".
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Essere mamma è travolgente, gioioso e faticoso per tutte quante le donne. Allo stesso modo. Eppure spesso, anziché condividere questa grandiosa esperienza che è la maternità, e supportarsi nei momenti di difficoltà, le mamme giudicano e criticano quelle che hanno fatto scelte diverse dalle loro. 

 

Il sito web  statunitense CTWorking Moms, nato per aiutare le madri che lavorano, ha detto basta alla guerra tra mamme e ha lanciato la campagna, divenuta virale sul web "Libertà di scegliere come essere mamma". LE IMMAGINI DELLA GALLERIA FOTOGRAFICA SOPRA RENDONO BENE L'IDEA

 

"Tutte le mamme sono uguali, anche se fanno scelte diverse. Tutte noi vogliamo solo ciò che è meglio per la nostra famiglia, quindi perché non sostenersi?

 

A chi importa se alcune mamme allattano al seno e altre no, se alcune fanno vedere ai bambini più tv di altre? Le uniche decisioni importanti e che contano davvero sono le nostre. Perché dovremmo giudicare le scelte di un'altra mamma? Inoltre si sta molto meglio quando si aiutano gli altri e si evita di giudicarli" dice Michelle Noehren, fondatrice di CT Working Moms.

"Personalmente credo che queste guerre tra mamme siano state alimentate dai media per ottenere consensi e guadagnarci" dice Michelle. 

 

Il progetto è proprio partito dalle questioni che riportano i media quando si parla di maternità, ma riproposte in positivo. Il fotografo  Jean Molodetz ha ripreso in ogni scatto  due mamme  hanno fatto scelte opposte eppure non si criticano ma si rispettano e supportano. Questi ritratti ci vogliono dire "io ho fatto questa scelta, tu un'altra eppure ci vogliamo bene e non ci critichiamo".

 

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