Imparare le lingue

Lingue bambini, si imparano meglio cucinando

inglese
25 Settembre 2014
Le lingue si imparano meglio mentre si fa qualcosa di utile, come cucinare un piatto. E' questo il concetto alla base del nuovo sistema di apprendimento linguistico messo a punto dai ricercatori di un'università inglese.
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L'inglese, o qualsiasi altra lingua, si impara meglio in cucina che in aula. Lo sostengono i ricercatori della Newcastle University che hanno messo a punto il progetto LanCook.

Si tratta di un programma di studio che ha l'obiettivo di insegnare 7 lingue europee, inglese, francese, catalano, finlandese, tedesco, italiano, spagnolo, attraverso lo svolgimento di un'attività mirata: cucinare un piatto tipico della lingua che si vuole imparare.

 

Curiosità, chi vuole imparare l'italiano cucinerà la pasta alla napoletana; chi studia inglese gli scones e il pollo allo zenzero e gli studenti di spagnolo: tortilla di patate.

 

L'apprendimento avviene in una cucina tecnologicamente avanzata. Gli studenti seguono la ricetta su tablet o pc integrati in un sistema digitale, dove ingredienti e utensili sono collegati a sensori wireless (come i giochi del nintendo o della wii)  che li guidano, passo a passo, a preparare il piatto. E se uno studente è in difficoltà o sta sbagliando, il sistema digitale lo rileva immediatamente e fornisce un aiuto attraverso un video.

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"LanCook affronta un problema universale che riguarda l'insegnamento delle lingue: che a scuola gli studenti studiano una lingua invece di usarla davvero.


Questo progetto, invece, vuole portare la lingua nella vita pratica, in modo da coinvolgere e motivare gli studenti. Inoltre, cucinando piatti tipici del paese di cui si sta studiando la lingua, si rende la cultura di quel paese ancora più interessante" dice il leader del progetto, il professor Paolo Seedhouse, dell'Università di Newcastle.

 

Il progetto, finanziato dall'UE, è stato progettato per insegnare le lingue in un ambiente  di vita reale, che coinvolge insegnanti di lingua di tutti i Paesi coinvolti: dalla Finlandia (Università di Helsinki), Germania (Università di Paderborn), Italia (Università di Modena e Reggio Emilia) , Spagna (Universitat Autònoma de Barcelona) e Regno Unito (Newcastle University). 

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Inoltre è stata creata una cucina 'digitale portatile' che comprende i sensori e gli utensili necessari per cucinare che possono essere utilizzati, sia nelle scuole che nelle case, basta disporre di una cucina minimamente equipaggiata.