Oggetto che non c'è

"L'Oggetto che non c'é", oggetti su misura per i bambini neurolesi fatti con stampanti 3D

Di Niccolò De Rosa
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24 Febbraio 2016
Per aiutare i propri pazienti con deficit neurologici, la Fondazione TOG ha creato delle ingegnose versioni di oggetti d'uso comune adatte per peso e dimensione alle esigenze di ciascun ragazzo.
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I bambini con certi problemi neurologici, possiedono una mobilità ridotta, e anche il semplice gesto di impugnare una matita può risultare molto difficoltoso, poiché i recettori del cervello non riescono a coordinare in modo adeguato il movimento della mano in relazione alla dimensione dell'oggetto.

Da qui l'idea della Fondazione Togheter To Go (TOG Onlus) di creare il progetto "L'Oggetto che non c'è" e di di fabbricare degli utensili adatti per ogni esigenza dei 107 piccoli pazienti che sono stati accolti nel centro di riabilitazione di Milano.

 

L'Onlus nel 2014 si era aggiudicato il premio Axa "Nati per Proteggere" e con tale denaro ha acquistato due stampanti 3D all'avanguardia  con cui poter creare oggettistica e modellini tridimensionali.

 

Stampanti 3D per aiutare bimbi in difficoltà

 

Con la collaborazione di Opendot, una rete di esperti e professionisti nelle nuove frontiere della progettazione digitale, si è dunque provveduto a fabbricare con le nuove stampanti 3D degli ausili personalizzabili a seconda del tipo di menomazione o esigenza clinica di ciascun bambino. Questi nuovi strumenti serviranno all'inserimento dei ragazzi  in un contesto di vita sociale, cosicché i mezzi disposizione (leggeri, lavabili ed esteticamente appaganti), possano facilitare il percorso  per cominciare a sperimentare il mondo circostante.

 

Il progetto finale è stato presentato lunedì 22 febbraio dalla dottoressa Antonia Madella-Noja, direttrice della Fondazione TOG, nei laboratori di Opendot di Milano e ha visto la partecipazione delle Scuole Dimus Academy e NABA.

 

FONTE: Ansa.it