Salute

Malaria: la malattia in 10 punti

Di Valentina Murelli
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08 Settembre 2017 | Aggiornato il 30 Settembre 2019
Dopo la tragica morte per malaria, ad Alessandria, di una bambina di 7 anni, è inevitabile chiedersi che cosa sia questa malattia, cosa comporti e come possa essere curata.
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Sembra assurdo morire di malaria oggi, in Italia, eppure è proprio quello che è accaduto venerdì scorso a Maria, una bambina di sette anni di Carbonara Scrivia, in provincia di Alessandria. La piccola era tornata due settimane fa dalla Nigeria, paese originario della madre, in cui la malaria è ancora endemica. Il papà ha sporto denuncia, per accertare eventuali responsabilità delle autorità sanitarie che hanno preso in carico la bimba. E un paio d'anni fa le cronache avevano discusso a lungo della morte sempre per malaria di Sofia, di 4 anni.

 

Facciamo chiarezza su questa malattia e sulla sua reale pericolosità in un paese come il nostro.

 

 

1. Che cos'è la malaria

La malaria è una malattia potenzialmente mortale causata da parassiti che vengono trasmessi all'uomo dalla puntura di zanzare femmine del genere Anopheles, a loro volta infettate dai parassiti. Queste zanzare sono tipicamente attive dal tramonto all'alba.  

 

 

Il nome della malattia viene da mal'aria: è dovuto alla credenza che venisse contratta a partire dai miasmi malsani emanati dalle acque stagnanti delle paludi, ma in realtà l'aria non c'entra nulla

 

Nonostante dal 2010 al 2015 si sia registrata una diminuzione del tasso di incidenza della malattia, e del tasso di mortalità che può esserle attribuito, secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2017 si sono contati ancora, nel mondo, ben 219 milioni di casi di malaria, con 435 mila morti. La maggior parte dei casi e dei decessi - circa 3 su 4 - si verifica nell'Africa sub-sahariana. Anche il Sud Est asiatico, l'America latina e il Medio oriente, tuttavia, sono a rischio.

 

Nel 2017 ci sono stati, nel mondo, 219 milioni di casi di malaria e 435 mila decessi (dati OMS). A fare le spese della malattia sono soprattutto i bambini

 

Nelle zone più colpite, i più a rischio - sia di contrarre l'infezione, sia di riportarne conseguenze gravi - sono i bambini sotto i cinque anni. Si stima che, nel mondo, ogni due minuti un bambino perda la vita proprio a causa della malaria.

 

 

 

2. Chi sono i parassiti responsabili

La malaria è causata da piccoli organismi unicellulari chiamati protozoi. Sono coinvolte cinque specie di questi parassiti, tutte appartenenti al genere Plasmodium. Le specie più significative sono due: Plasmodium falciparum, responsabile della forma più grave della malattia e diffuso soprattutto nel continente africano e Plasmodium vivax, dominante in molte altre aree colpite da malaria al di fuori dell'Africa sub-sahariana.

 

 

3. Come si contrae la malaria

La malattia si contrae in seguito alla puntura da parte di femmine di zanzare del genere Anopheles che siano a loro volta infettate da un plasmodio responsabile della malattia. All’interno dell’ospite umano, il parassita passa attraverso vari stadi di sviluppo, localizzandosi prima nelle cellule del fegato, poi nei globuli rossi.

 

Questo significa che non c'è mai passaggio diretto della malattia da persona a persona. Una via di trasmissione alternativa, decisamente più rara, passa attraverso trasfusioni di sangue infetto o contatto con sangue infetto tramite strumenti contaminati, tipo aghi da siringa.

 

La malaria non si trasmette da persona a persona. Serve un passaggio attraverso un insetto vettore

 

 

4. L'Italia e le zanzare responsabili della malaria

Come ha ricordato in una trasmissione radio il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, nel nostro paese sono presenti, specialmente al centro-sud, alcune specie di zanzara anofele potenzialmente in grado di trasmettere la malaria.

 

Sono zanzare in grado di trasmettere il Plasmodium vivax, mentre sarebbero poco efficienti nella trasmissione del falciparum. Va detto comunque che la probabilità di trasmissione di questi parassiti da parte delle zanzare nostrane è decisamente molto bassa, sia perché le zanzare stesse sono troppo poche, sia perché, in Italia, sono poche le persone che possono fungere da serbatoio della malattia.

 

 

5. La presenza di malaria in Italia

Secondo dati dell'Istituto Superiore di Sanità, tra il 2013 e il 2017 in Italia sono stati notificati 3805 casi di malaria, poco più di 750 all'anno. Si è trattato quasi esclusivamente di casi importati, cioè di persone che si sono ammalate non in Italia, ma in un paese dove è presente la malattia.

L’83% ha riguardato stranieri (per lo più regolarmente residenti in Italia, che rientravano da soggiorni temporanei nei loro paesi d'origine), mentre il 17% dei casi importati è stato notificato tra italiani di ritorno da viaggi per turismo o lavoro.

 

 

6. I sintomi

Come riferisce un approfondimento sulla malaria pubblicato su Epicentro, portale dell'Istituto superiore di sanità, i sintomi della malaria provocata da P. falciparum compaiono da 7 a 14 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta e sono di varia natura, ma spesso inizialmente simili a quelli dell'influenza: oltre alla febbre alta, possono esserci mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e tremori. Se non curata, questa forma della malattia può arrivare a provocare la morte sia per una forte anemia, sia per il blocco dei capillari che irrorano il cervello (si parla in questo caso di malaria cerebrale).

 

Le forme di malaria dovute agli altri parassiti sono decisamente meno gravi. Inoltre, sono caratterizzate dal fatto che possono dare recidive a distanza di qualche mese (o anche di qualche  anno) dall’attacco primario.

 

 

7. Come si fa la diagnosi

La diagnosi si basa su due approcci: clinico, basato sull'analisi dei sintomi, e di laboratorio, per la ricerca e identificazione del parassita responsabile, che può avvenire sia con saggi chimici sia con osservazioni al microscopio.

 

Effettuare una diagnosi accurata e precoce è fondamentale per gestire in modo efficace la malattia. Farlo in teoria non è difficile, ma ovviamente nei paesi in cui, per fortuna, la malattia è molto rara possono esserci dei ritardi dovuti all'inevitabile inesperienza degli operatori sanitari.

 

 

8. Come si cura

Sono disponibili vari farmaci per la cura della malaria, ma in alcuni casi i parassiti responsabili sono diventati resistenti. Il trattamento oggi considerato d'elezione è una terapia basata su un derivato di una sostanza chiamata artemisinina.

 

 

9. La speranza di un vaccino

Purtroppo non è ancora disponibile un vaccino "definitivo" contro la malaria.

 

Sono però in corso in alcuni paesi africani delle sperimentazioni-pilota di un vaccino (RTS,S) che sembra in grado di offrire una protezione almeno parziale contro la malattia nei bambini di 15-18 mesi d'età. Secondo quanto riferito dal sito dell'Organizzazione mondiale della sanità, il vaccino potrebbe essere utilizzato come strumento complementare nella lotta contro la malaria, ma non sostituire altre strategie di prevenzione e cura. Altri vaccini sono ancora in corso di studio.

 

 

10. Prevenzione: consigli per chi viaggia in paesi a rischio

Nei paesi a rischio, la strategia più efficace di prevenzione a lungo termine riguarda il controllo del vettore, cioè delle zanzare in grado di trasmettere la malattia, che devono essere tenute il più possibile a distanza con insetticidi e zanzariere. Periodicamente, gli abitanti più a rischio di questi paesi, come bambini e donne incinte, possono fare anche cicli di trattamento con farmaci preventivi (chemioprofilassi).

 

La chemioprofilassi è indicata anche per viaggiatori occasionali che, per lavoro o per vacanze, debbano recarsi nei paesi a rischio. I farmaci da utilizzare sono stabiliti anche in base alla zona da visitare, per evitare di prendere farmaci ai quali i parassiti della zona siano ormai diventati resistenti.

 

Fonti per questo articolo: approfondimento pubblicato da Epicentro, portale dell'Istituto superiore di sanità; pagina informativa dell'Organizzazione mondiale della sanità.