Jobs Act

Maternità e congedo parentale: le novità del Jobs Act

mammalavoratrice
23 Febbraio 2015
Due le grandi novità previste dal Jobs Act: esteso dai tre ai sei anni del bambino il diritto di usufruire del congedo parentale retribuito al 30%, mentre i permessi non pagati potranno essere richiesti fino ai 12 anni (invece che otto). Vengono inoltre equiparati nel caso di congedo parentale figli adottivi e naturali.
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Il governo guidato da Matteo Renzi ha approvato lo scorso 20 febbraio in via preliminare i decreti attuativi che riguardano i congedi parentali e di maternità e che fanno part del "Jobs Act", la legge per la riforma del lavoro di cui tanto si sta discutendo nelle ultime settimane.

Per entrare in vigore, dovranno passare all’esame delle Camere che a loro volta daranno un parere non vincolante prima dell’approvazione definitiva da parte del governo.

 

Ecco nel dettaglio i cambiamenti previsti in tema di maternità e paternità nel Jobs Act.

 

Congedo obbligatorio

 

Congedo obbligatorio di maternità. In caso di parto prematuro i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto vengono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto, anche quando la somma dei due periodi superi il limite complessivo i 5 mesi.

 

In caso di ricovero del neonato c'è la possibilità di sospendere il congedo di maternità, a fronte di idonea certificazione medica che attesta la buona salute della madre.

 

Congedo parentale (o maternità facoltativa)

 

Congedo parzialmente retribuito (30%). Sono sei mesi in totale ed è possibile usufruirne fino ai sei anni di vita del bambino (era possibile fino ai tre anni).

 

Estensione congedo parentale: è possibile usufruire del congedo parentale non pagato dai sei fino ai 12 anni di vita del bambino (ad oggi si poteva fino a otto anni) nel caso non fosse stato possibile usufruire in precedenza dei sei mesi di congedo parzialmente retribuito. In totale, insieme al congedo parzialmente retribuito, non si possono superare i sei mesi di assenza. (Leggi anche: il congedo maternità, a chi spetta e quando).  

 

In caso di adozione o affidamento. C'è la possibilità di fruire del congedo parentale da quando il minore entra in famiglia.

 

In tutti e tre i casi resta invariata la durata complessiva del congedo.

 

Congedo paternità. Il congedo viene esteso a tutte le categorie di lavoratori (attualmente riguardava solo i lavoratori dipendenti). E' possibile per il padre quindi usufruire del congedo nel caso il cui la madre non possa farlo.

 

 

Telelavoro e lavoro part-time

 

Genitorialità e telelavoro. Sono previsti benefici per i datori di lavoro privato che vi fanno ricorso per andare incontro alle esigenze di cure parentali dei loro dipendenti.

 

Congedo per donne vittime di violenza. Si prevede la possibilità per le donne vittime di violenza inserite in percorsi di protezione certificati e lavoratrici dipendenti di imprese private di astenersi dal lavoro per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi. Verrà garantita la retribuzione, la maturazione delle ferie e degli altri istituti connessi.

 

Le collaboratrici a progetto hanno diritto alla sospensione del rapporto contrattuale sempre per un massimo di tre mesi per analoghi motivi.

 

Lorenzin: "Soddisfatta sulle norme che riguardano maternità, la conciliazione dei tempi di lavoro e la vita"

 

In merito alle norme sulla maternità, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato: "Sono molto soddisfatta per le norme del decreto Poletti sul Job Act che riguardano la maternità e la conciliazione dei tempi di lavoro e vita. È il primo atto, dopo il bonus bebè, che dà compimento a un disegno complessivo intrapreso col piano nazionale della fertilità per avviare politiche attive a favore della natalità e della genitorialità in Italia per combattere il grande dramma del crollo delle nascite nel nostro Paese.

 

Sono tante norme concrete che avranno un impatto immediato nella vita delle mamme e dei papà tra le quali: piena parificazione tra lavoro dipendente e autonomo ai fini del congedo parentale; piena estensione delle tutele in caso di adozione o affidamento dei minori; estensione fino al dodicesimo anno dei permessi che fino ad oggi erano riconosciuti solo fino all'ottavo anno di vita del minore; l'estensione al padre libero professionista dell'indennità di maternità in caso di impossibilità della madre di goderne; facoltà di scelta del part time in luogo del congedo parentale; estensione delle tutele ai genitori con figli in condizione invalidante".

 

Fonti: Governo.it e Lavoro.gov.it