Autismo

Matteo, bimbo autistico, costretto a cambiare scuola

bambinoautistico
20 Gennaio 2015
Matteo ha nove anni e fa la terza elementare a Genova. Matteo è autistico e non sa gestire le sue emozioni. Rifiutato dai compagni di classe, è stato costretto a cambiare scuola.
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Matteo (nome di fantasia) ha nove anni. Come tutti i bimbi di nove anni va a scuola. Matteo però non è come tutti i suoi compagni. Matteo è un bimbo autistico.

 

Ha sentimenti, stati d'animo, emozioni, come tutti i bimbi. Ma a volte non è in grado di esprimerli. In alcuni momenti è tranquillo. In altri è più difficile da gestire: afferra gli zaini e li lancia in aria, abbraccia troppo forte un compagno oppure dice le parolacce. E proprio in questi momenti viene portato nell'aula di sostegno, la "stanza blu", come lui stesso la definisce. (Leggi anche: Autismo infantile, 10 cose da sapere)

 

Insieme a lui, nell'aula di sostegno ci sono i suoi giochi e un computer con le attività studiate apposta per lui. A tenergli compagnia, un'insegnante di sostegno e, a turno, alcuni alunni, che lo seguono nella stanza per non farlo sentire solo ed emarginato.

 

Come riferisce il padre di Matteo al giornale ligure Il Secolo XIX, è proprio nell'aula di sostegno che sono nati i problemi. "Al primo anno spesso accadeva che l’insegnate di sostegno che per più tempo stava insieme a mio figlio si assentasse. Questo provocava in lui delle insicurezze. Abbiamo chiesto alla scuola di provvedere, tentando di lasciare mio figlio con un punto di riferimento che non cambiasse ogni volta. Tra l’altro, Matteo, è seguito da un centro specializzato. Abbiamo studiato strategie per il suo inserimento nella classe che, a volte, non erano quelle pensate dalla scuola. Ma i nostri appelli sono rimasti tali. Abbiamo anche scritto al provveditorato, che ha chiamato la scuola".

 

A questo punto però la situazione peggiora. Cambia il rapporto con i suoi compagni di classe. I genitori dei compagni di scuola di Matteo scrivono una lettera all'istituto. Nel mirino proprio la "stanza blu". 

 

"La stanza blu non può funzionare da integrazione e i bambini scelti vengono utilizzati come “badanti” o “medicine” - si legge nella lettera che le famiglie dei compagni di Matteo scrivono alle maestre - Noi a quell'età non possiamo (e non vogliamo) dargli una responsabilità del genere".

 

A questo punto i genitori di Matteo si sono sentiti costretti a far cambiare scuola al loro bimbo. Come dichiara il papà: "Non potevo permettere altre umiliazioni a mio figlio e nemmeno noi le meritiamo. Abbiamo deciso di cambiare scuola tra enormi difficoltà".

 

Fonte: Il secolo XIX

 

Guarda anche: "Unterstanding Stanley": il progetto di Rosie Barnes sull'autismo

 

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